“C’è un dibattito aperto ed ora l’opinione prevalente è che si deve ancora approfondire. Si può ipotizzare una riduzione ma la valutazione la faremo con il Cts e anche con gli altri Paesi Ue. Ci sono diverse soluzioni, noi però ci inspiriamo al principio di prudenza”. Così il ministro della Salute Roberto Speranza sull’eventualità di accorciare la quarantena in caso sospetto di coronavirus. La Francia ha intenzione di approvare la riduzione da due a una settimana. Alcuni accademici spingono per fare similmente in Italia. L’Organizzazione Mondiale della Sanità è di tutt’altro avviso. Il dibattito, insomma, è agguerrito e aperto.

IL PARERE OMS – L’Organizzazione Mondiale della Sanità, da parte sua, ha le idee chiare: meglio mantenere la quarantena a 14 giorni. L’Oms “sta seguendo le discussioni” – afferma all’Ansa l’ufficio europeo dell’Organizzazione – ma “difende la raccomandazione di una Quarantena di 14 giorni per prevenire la trasmissione del virus”. “Questa raccomandazione – aggiunge l’Organizzazione – è basata sui dati disponibili sul periodo di incubazione; in sostanza il periodo medioè di 4-5 giorni, con un limite superiore di 14 giorni”. “Alcuni paesi – continua l’Oms Europa – stanno valutando una riduzione del periodo di Quarantena combinata ad una attività di test, prendendo in considerazione sia le evidenze scientifiche che fattori sociali. L’esempio francese può essere visto come quello di un paese che adatta la propria risposta al virus all’accettazione delle misure da parte del pubblico per poter aumentare l’adesione. Noi stiamo seguendo queste discussioni, ma difendiamo – conclude l’Oms – la nostra raccomandazione di una Quarantena di 14 giorni per prevenire una ulteriore trasmissione”.

LA LETTERA – Se il ministero e il Comitato Tecnico Scientifico sposano la linea prudenziale, 250 accademici di diverse discipline che
compongono ‘lettera 150’ il think tank ha messo nero su bianco la propria posizione in un documento pubblicato oggi. “L’attuale policy sulla gestione del Coronavirus seguita dall’Italia va rivista”, dicono. Secondo gli scienziati “continuare a prevedere termini più lunghi e nella prassi assai incerti per la Quarantena, e un ricorso ripetuto a tamponi per determinare la fine dell’isolamento, rischia di bruciare risorse preziose nel periodo di maggiore bisogno e di tenere in reclusione domiciliare migliaia di persone senza giustificato motivo”. E gli esperti aggiungono: “Ad oggi, l’isolamento domiciliare obbligatorio per i soggetti Covid positivi si estende fino alla negativizzazione comprovata da due tamponi effettuati a 24-48 ore di distanza dopo un periodo di almeno 14 giorni dalla risoluzione dei sintomi”. “È urgente – conclude il documento – che si prenda atto delle indicazioni dell’Oms, declinandole sulla base della prassi seguita dai principali Paesi europei e delle evidenze epidemiologiche di questi mesi. La Francia, che ha portato addirittura a soli 7 giorni la Quarantena, indica che non possiamo perdere altro tempo”.