Tocca ad una circolare dei ministeri della Salute e del Lavoro e delle Politiche sociali fare chiarezza sui cosiddetti “lavoratori fragili”. Con la riapertura imminente della scuola le preoccupazioni riguardavano in particolare il personale scolastico e i docenti più esposti a rischio sanitario, che senza una chiara indicazioni potevano lasciare cattedre vuote e studenti e scuole in difficoltà

Nella circolare viene dunque specifico che il parametro dell’età, da solo, “non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità”. I ministeri precisano inoltre che “la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenta di comorbilità che possono integrare una condizione di maggiore rischio”. Non è “rilevabile alcun automatismo tra le caratteristiche anagrafiche e di salute del lavoratore e la eventuale condizione di fragilità”, sottolineano ancora i ministeri.

La legge prevede che nella definizione di lavoratore fragile rientra colui che è affetto da più patologie, nonché chi ha più di 55 anni qualora, secondo l’Inail, è necessaria “la sorveglianza sanitaria eccezionale” prevista dalle regole a tutela dei lavoratori.

I TEST SIEROLOGICI – Ma in vista della riapertura dal sindacato arriva l’allarme sui test sierologici per docenti e personale. Secondo Maddalena Gissi della Cisl, sentita dal Messaggero, a causa di un meccanismo lento, si stima che “la percentuale di chi è riuscito ad avere un appuntamento in tempo è pari al 50%, in alcune aree forse il 60%”.