Nelle scuole meglio le mascherine di tipo chirurgico. Una priorità segnalata dal Comitato Tecnico Scientifico, che nelle linee guida ha previsto l’uso dei dispositivi da parte degli studenti sopra i sei anni ma soprattutto per gli spostamenti in classe e nei plessi. Il Messaggero riporta l’indicazione del Cts.

“La priorità viene data a quelle di tipo chirurgico – si legge – uguali per tutti e consegnate, ogni giorno, dagli insegnanti, grazie alle forniture dello Stato tramite il commissario Arcuri. Ma attenzione: nulla vieta di ricorrere anche a mascherine di tessuto, personali, lavabili, nel caso, per un qualsiasi motivo, quel giorno il dispositivo chirurgico non fosse disponibile”.

Il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri ha assicurato che le mascherine saranno distribuite in quantità sufficiente. “Distribuiremo 11 milioni di mascherine gratuite al giorno alla totalità delle scuole del paese per metterle a disposizione di studenti e personale”, ha annunciato. Qualora le consegne non dovessero essere rispettate si potranno utilizzare anche quelle in tessuto, a patto che vengano disinfettate e lavate.

Le mascherine saranno obbligatorie, continua l’articolo, quando gli studenti entreranno a scuola, cammineranno in corridoio, formeranno gruppi o assembramenti. In classe, a un metro di distanza, potranno essere tolte per tutta la durata delle lezioni. “Lo studente si sposta? La indossa. Lo studente si siede al banco? La toglie”, esemplifica il quotidiano.

L’ALLARME DI STC – Il rientro a scuola preoccupa 7 genitori su 10. Questo il risultato di un’indagine condotta da Ipsos tra il 4 e il 18 agosto su un campione di 2370 persone. La principale ansia è data dall’incertezza sulle modalità di ripresa (60%) seguita dai rischi legati al mancato distanziamento fisico (51%). Sei genitori su 10 si dichiarano preoccupati per i figli negli asili nido. Un genitore su 10 pensa di non potersi permettere l’acquisto di libri. Una quota che sale a 2 su 10 in Calabria. Desta preoccupazione, in 7 genitori su 10, anche una possibile sospensione del servizio mensa e l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico per raggiungere le scuole.

Vito Califano