Stop a Radio Radicale perché la pubblicazione delle registrazioni delle udienze dei processi potrebbero influenzare le persone chiamate a testimoniare la volta successiva. E’ paradossale quanto chiesto dagli avvocati di poliziotti penitenziari, funzionari e medici del carcere Francesco Uccella di Santa Maria Capua Vetere, imputati nel processo sulla mattanza andata in scena il 6 aprile del 2020 in piena emergenza covid. Una mattanza durata per circa quattro ore e che vide protagonisti circa 300 agenti, provenienti anche da altre carceri.

Il processo è partito nell’autunno scorso nell’aula bunker del Tribunale sammaritano. Davanti ai giudici della Corte d’Assise sono imputate 105 persone che dovranno difendersi da accuse gravissime: abuso di autorità, tortura, lesioni e falso in atto pubblico. Per 12 di loro c’è anche l’omicidio colposo per la morte di un detenuto (il 28enne algerino Lamine Hakimi) avvenuta circa un mese dopo i fatti. E sono ottanta i detenuti che hanno subito calci, pugni, manganellate e umiliazioni e che si sono costituiti parte civile nel processo contro gli agenti. 292, invece, i detenuti che subirono violenze quella sera.

Una mattanza cristallizzata dai video acquisiti dalla procura di Santa Maria Capua Vetere e pubblicati nel giugno del 2020 dal quotidiano Il Domani. Filmati che destarono scalpore e indignazione nell’opinione pubblica, con l’allora premier Mario Draghi e la ministra della Giustizia Marta Cartabia che fecero visita ai detenuti del carcere Francesco Uccella.

Oggi, pochi mesi dopo l’inizio del processo, per gli avvocati di alcuni imputati la priorità è quella di silenziare Radio Radicale, probabilmente perché consapevoli dell’orrore che verrà registrato udienza dopo udienza. Uno schiaffo a un servizio che Radio Radicale offre da 40 anni, con gli audio dei processi che possono essere ascoltati sul sito dell’emittente.

La decisione è stata presa giovedì 23 marzo, dal presidente della Corte d’Assise Roberto Donatiello che ha sospeso, solo per l’udienza in programma ieri, la pubblicazione delle registrazioni sul sito di Radio Radicale con la “decisione definitiva in merito al diritto di cronaca radiofonica del processo che è stata rinviata a mercoledì 29 marzo” fa sapere l’emittente. Sono stati gli avvocati di alcuni imputati a sollecitare la Corte in merito al divieto di pubblicazione dell’audio dopo ogni udienza, suggerendo che la pubblicazione delle registrazioni “avvenga alla fine del processo”.

Per i legali di poliziotti, funzionari e medici è importante “non inficiare la genuinità delle dichiarazioni rese in aula dai testimoni e per evitare rischi di violazione del diritto di difesa“. Il riferimento è ai testimoni non ancora sentiti che potrebbero “ascoltare le parole dette da altri testimoni, e dunque in teoria decidere cosa dire e in che modo in aula, e anche le domande poste dai difensori”. Avvocati che forse dimenticano che il processo è pubblico e, udienza dopo udienza, viene anche raccontato dai media (che quindi potrebbero riportare le parole dei testimoni).

Sulla vicenda è intervenuta anche la Federazione Nazionale Stampa Italiana che in una nota auspica “il via libera alla pubblicazione. Pur nel rispetto del diritto alla difesa, le norme e la giurisprudenza tutelano l’interesse pubblico, il diritto dei cittadini a conoscere quello che avviene, anche nelle aule di giustizia. Come del resto accade per le centinaia di processi registrati e pubblicati da Radio Radicale”. “Ricordiamo che il procedimento nasce da una inchiesta giornalistica de Il Domani, a riprova della assoluta necessità, garantita dalla Costituzione, di una piena libertà di informazione, a tutela del diritto dei cittadini a seguire con piena conoscenza e consapevolezza l’amministrazione della giustizia nel nostro Paese”, conclude la nota Fnsi.

Il senatore Pd Filippo Sensi annuncia una interrogazione al ministro della Giustizia Carlo Nordio. “Con Walter Verini e Alfredo Bazoli presentiamo una interrogazione contro la cappa di silenzio sul processo sugli abusi nel carcere di S. Maria Capua Vetere. Il processo è pubblico, Radio Radicale deve essere messa in condizione di trasmetterlo”.

Redazione

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