Il complottismo sul vaccino anti covid non risparmia nemmeno una triste notizia come la morte di Raffaella Carrà. E così subito dopo la comunicazione di Sergio Japino il popolo del web si è scatenato con moltissime e fantasiose teorie sulla connessione tra la morte dell’amata show girl e il vaccino anti Covid che la Carrà aveva annunciato di voler fare al più presto.

Sul web si registrano pensieri come: “Che vaccino aveva fatto la Carrà? Non c’è lo diranno mai…”. “Che peccato, ci ha lasciato una grande artista, Raffaella Carrà. Sarà stato il vaccino?”. “Io non vorrei infierire, ma anche la Carrà aveva fatto l’elogio del vaccino…e poi è morta…cmq riposi in pace”. E ancora: “Ci hanno tolto una icona mondiale per colpa di questi veleni. Vergogna”. Ce n’è per tutti i tipi di complottismi.

Tutte ipotesi false. Raffaella Carrà è morta per una malattia che aveva da tempo, come annunciato dal suo ex compagno Sergio Japino: La malattia “da qualche tempo aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia – ha detto Japino – Una forza inarrestabile la sua, che l’ha imposta ai vertici dello star system mondiale, una volontà ferrea che fino all’ultimo non l’ha mai abbandonata, facendo si che nulla trapelasse della sua profonda sofferenza. L’ennesimo gesto d’amore verso il suo pubblico e verso coloro che ne hanno condiviso l’affetto, affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”.

Raffaella Carrà ha affrontato l’argomento del vaccino una sola volta in pubblico, lo scorso mese di dicembre, durante un’intervista telefonica a ‘La vita in diretta’. “Dobbiamo per forza vedere nei tg tutti questi aghi che entrano nelle braccia delle persone? – disse durante l’intervista il 28 dicembre – Quello fa paura e dà angoscia. Invece è importante spiegare perché bisogna fare il vaccino. Quando toccherà a me lo farò sicuramente perché ho visto troppe persone, anche qualche amico, che ha sofferto tantissimo per combattere il coronavirus. Allora non è meglio farsi il vaccino? Hai la libertà di uscire, di viaggiare, di rivivere praticamente”.

Considerato l’età, 78 anni, probabilmente Raffaella Carrà fece il vaccino poche settimane dopo. Non avrebbe senso pensare a una ripercussione a luglio, almeno 5 mesi dopo l’eventuale iniezione. Inoltre Japino diffondendo le ultime volontà della “regina della TV italiana” ha spiegato che aveva voluto gestire con riservatezza la malattia che la stava consumando.

Aveva sì avuto paura del Covid e lo aveva ammesso in numerose interviste durante i periodi più duri del lockdown. Aveva patito tanto le chiusure, la mancanza di socialità. Probabilmente anche per questo oltre che per la malattia che stava affrontando si era defilata. Come è scritto nelle sue ultime volontà voleva che la gente la ricordasse per la sua risata, il suo perfetto caschetto biondo, il suo ottimismo, la sua contagiosa allegria. Detestava la compassione e mai avrebbe voluto apparire stanca, triste e malata. E probabilmente mai avrebbe voluto che il suo nome fosse accostato a teorie no vax.

Giornalista professionista e videomaker, ha iniziato nel 2006 a scrivere su varie testate nazionali e locali occupandosi di cronaca, cultura e tecnologia. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Tra le varie testate con cui ha collaborato il Roma, l’agenzia di stampa AdnKronos, Repubblica.it, l’agenzia di stampa OmniNapoli, Canale 21 e Il Mattino di Napoli. Orgogliosamente napoletana, si occupa per lo più video e videoreportage. E’ autrice del documentario “Lo Sfizzicariello – storie di riscatto dal disagio mentale”, menzione speciale al Napoli Film Festival.