“Il luogo in cui ho realizzato il murales di Gigi Proietti rappresenta me. Nasco a pochi metri di distanza, alla periferia di Ponticelli (quartiere della periferia a Est di Napoli, ndr), il posto che mi ha sempre dato di più rispetto alla metropoli. Nasco proprio dal grigio del cemento: qui ho fatto la mia gavetta, ho realizzato i miei primi lavori e mi sono sentito in dovere di ritornare indietro nel passato e di rappresentare il volto di Proietti dove davvero nasce la prima firma di Raffo Art, su questo muro di cinta”. Nella spettralità della periferia e il grigiore dei muri di cemento, il sorriso e la solarità di Raffo incarnano i colori che da oltre venticinque anni porta nella città partenopea. Napoletano, classe 1979, Raffaele Liuzzi è conosciuto non soltanto nel capoluogo campano ma anche in tutta Italia anche per la sua partecipazione alla trasmissione Tu si que Vales, dove ha portato l’arte dello street-writing e dello spray painting riscuotendo un enorme successo. L’ultima sua opera d’arte si affaccia a ridosso della periferia est di Napoli in cui ha voluto portarei colori positivi della città”, come recita il suo motto.

Con una bomboletta spray stretta tra le mani e il suo fare gioioso, Raffo spiega al Riformista com’è nata l’idea di realizzare un murales sul noto attore scomparso lo scorso 2 Novembre e proprio perché ai confini della città. “Sono stato il primo a realizzare il dipinto di Gigi Proietti a Napoli. Provo stima per tutte le persone che amano la mia città e lui, in varie interviste, ha sempre dimostrato quanto fosse vicino a Napoli. Infatti come sfondo del dipinto ho disegnato il golfo di Napoli, simbolo che ci rappresenta in pieno”. Come accade spesso con eventi che scuotono il mondo artistico e della cultura, lo street art è sempre in prima fila per raccontare l’anima degli avvenimenti e delle persone attraverso una lettura personale e intima. Dopo la volta di Roma, città natale e artistica di Proietti, anche Raffo ha voluto omaggiarlo nella città di Napoli, secondo la sua visione. “Proietti era un’artista a 360 gradi, l’ho sempre seguito fin da giovane, ero innamorato della sua figura e del suo modo di essere artista. La risata che nasce dal cemento grezzo del muro di cinta di Napoli per me è il modo migliore per rappresentarlo”.

Ciò che ha suscitato la curiosità di molti è come mai abbia deciso di disegnare solo mezzo volto. “Ho realizzato il dipinto in modo incompiuto, perché lui stesso più volte ha dichiarato nelle sue interviste che nonostante fosse un’artista con più di 50 anni di carriera, si sentiva insoddisfatto. C’era sempre l’incompiuto in lui”, specifica Raffo. “Per questo ho scelto di dipingere mezzo volto, in modo che in qualsiasi momento della mia vita e della mia carriera posso venire qua e completare il disegno”. “È probabile anche che lo completo in questo momento”, racconta l’artista nella prospettiva di terminare il graffito, “però anche il senso di incompiuto fa parte dell’opera d’arte”. 

IL MURALES –  “Ha un senso profondo, è un omaggio introspettivo e mi sono sentito di rappresentarlo in questo modo. Non è un ritratto, ma una visione artistica dedicata a un grande del cinema, della televisione e del teatro”. Non appena è giunta la notizia, lo street artist si è recato presso il prefabbricato a Via Ferrante Imparato “di getto e senza ripensamenti”, affidandosi all’istinto e alla sua vena artistica.Non mi sono sentito di fare una ricerca veloce o cercare un’immagine prestampata su internet. Ho pensato che un grande personaggio del cinema, della televisione e del teatro come Proietti meritasse qualcosa in più. È un’artista che non morirà mai, e ho voluto rendergli omaggio secondo la mia visione”.

Del resto, non è la prima volta che Raffo saluta i grandi del cinema e della cultura attraverso il disegno e la sua arte. “L’ho fatto con Bud Spencer, Lucio Dalla e Michael Jackson. Credo che l’artista abbia un dovere in più rispetto ad una persona che magari non dà lettura visiva alla scomparsa di un grande personaggio: l’immagine può dire più di mille parole. È come se mi fossi sentito in causa sotto questo aspetto e ho agito d’impulso”.

La dimostrazione di questi attacchi d’arte si è avuta anche recentemente con i murales di Kobe Bryant e della modella di Gucci Armine Harutyunyan. “È su queste mura che esce il vero Raffo Art. Anche in questo dipinto di Proietti ho cercato di dare me stesso. È dipinto con un fat cap, un tappino a larga uscita di spruzzo per le bombolette nei murales usate per coprire una vasta porzione di muro. È stato fatto in maniera sciolta, dando tutto me stesso. Raffo non si vede nelle cose più piccole, ma in questi contesti dove mi diverto ancora di più”. 

RAFFO E LE PERIFERIE – La periferia ti dà tanto e ha bisogno di tantissimo colore. Il colore è speranza, è virtù, ti fa sorridere. Meno grigio e più colore”. È questo il messaggio che Raffo cerca di veicolare anche attraverso le sue pagine social, dove mostra non semplici disegni ma l’esplosione di colori che la sua arte sprigiona. “I colori sono sentimento, passione, anima. Ed è quello di cui hanno bisogno le periferie”. 

Celebre per la sua arte e la sua passione travolgente, Raffo nasce ai Quartieri Spagnoli, nel cuore di una metropoli enorme. All’età di 11 anni si traferisce in periferia, nel quartiere di Ponticelli. Ed è qui che prende vita la sua arte. “Nasco come autodidatta, la mia arte credo sia innata. Fortunatamente ho avuto una famiglia che mi è stata molto vicina e mi ha permesso di continuare gli studi”. Raffo, infatti, è diplomato all’Istituto d’arte e ha frequentato l’Accademia delle Belle Arti. “Da semplice passione, ho lottato per farlo diventare un lavoro. Oggi sui social conto milioni di fan, il mio lavoro è diventato un punto di riferimento in Campania ma anche per i napoletani all’estero che vogliono decorare i propri locali o i propri appartamenti” .

Dai dipinti sui muri agli interni, l’arte di Raffo si è trasformata: “C’è stata un’evoluzione del graffito, io ormai li definisco decorazioni murali. Ho cercato di fare un mash up tra le arti pittoriche e figurative passando dal pastello alla bomboletta. Ad esempio il golfo di Napoli che spesso mi trovo a dipingere, è rivisitato, l’ho reso più scarno, più visibile e piacevole a tutti. Una decorazione eterna che si sposa a 360 gradi anche con gli appartamenti più moderni”. Per questo Raffo si definisce l’artista del popolo, abbracciando l’arte in tutte le sue forme e dando forma a tutte le espressioni, soprattutto nei quartieri più spenti e grigi. “Da Scampia a Ponticelli fino a Chiaiano, sono molto vicino al sociale e cerco di darmi in tutto e per tutto. È un sogno che si realizza perché io credo che se riesci a fare quello che vuoi nella vita non lavori neanche un giorno”.