“In ciascuno dei passaggi, nello spirito di massima collaborazione e sinergia tra governo e Parlamento, sarà assicurato il pieno coinvolgimento delle Camere al fine di recepire indirizzi, valutazioni e proposte concrete di intervento”. È quanto scrive il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una lettera ai presidenti delle Camere in cui presenta ufficialmente la proposta delle linee guida per la definizione del piano italiano per accedere ai fondi previsti dal Recovery Fund.

“Se le Camere lo riterranno opportuno, il governo è disponibile a riferire sulle linee essenziali del documento, sia nelle sedi decentrate delle Commissioni sia nella sede plenaria dell’assemblea”, scrive ancora il premier facendo l’elenco dei progetti che il Governo dovrà presentare alla Commissione europea nei prossimi mesi per avere accesso ai 209 miliardi destinati all’Italia col Next Generation Eu.

SEI MISSIONI NELLE LINEE GUIDA – Digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; Rivoluzione verde e transizione ecologica; Infrastrutture per la mobilità; Istruzione, formazione, ricerca e cultura; Equità sociale, di genere e territoriale; Salute. Sono queste le sei missioni in cui si articolerà il Pnrr, secondo le linee guida del Recovery fund inviate da Giuseppe Conte alle Camere. Le missioni, si legge nel documento, “rappresentano aree tematiche strutturali di intervento”.

INVESTIMENTI E CRESCITA – Il Piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr), nell’ambito del Recovery Fund, prevede che “importanti misure a sostegno di sostegno agli investimenti saranno introdotto nel breve periodo, per accelerare l’uscita del Paese dalla grave crisi in corso.

Esistono ovviamente dei “criteri stringenti” di ammissibilità dei progetti che saranno finanziati attraverso i fondi del Recovery fund. I progetti devono presentare “piena coerenza” con gli obiettivi “strategici e macrosettoriali” del Pnrr; “significativo impatto positivo su crescita del Pil potenziale e dell’occupazione”; costi e impatti economici, ambientali e sociali “quantificabili, motivati e ragionevoli”; “esplicitazione dei legami della coerenza con riforme e politiche di supporto”; “indicazione della tempistica e modalità di attuazione, con target intermedi e finali”; “chiara identificazione” del soggetto attuatore. “Se integrano progetti esistenti devono rafforzarli credibilmente”.

Esistono poi dei criteri aggiuntivi di valutazione positiva dei progetti: “progetti che riguardano principalmente la creazione di beni pubblici”; rapida attuabilità/cantierabilità” del progetto; “monitorabilità” in termini di specificazione delle realizzazioni attese; “progetti con effetti positivi rapidi su numerosi beneficiari finora scartati per mancanza di fondi”; “progetti che l’implementazione il finanziamento prevedono forme di partenariato pubblico-privato”; “patto occupazionale”; “progetti che comportano a basso consumo di suolo e favoriscono l’utilizzo efficiente sostenibile di risorse naturali” e, infine, “progetti che contribuiscono al raggiungimento dei livelli essenziali delle prestazioni.

“La strategia complessiva di riforma e politica economica del PNRR contribuirà al raggiungimento di obiettivi quantitativi di lungo termine”. Tra questi, quello di “raddoppiare il tasso medio di crescita dell’economia italiana (0,8% nell’ultimo decennio), portandolo quantomeno in linea con la media Ue (1,6%)” e “aumentare gli investimenti pubblici per portarli almeno al 3% del Pil”.

Tra gli obiettivi di lungo termine c’è “un aumento del tasso di occupazione di 10 punti percentuali per arrivare all’attuale media Ue (73,2% contro il 63,0% dell’Italia)”.

LA RICERCA – “L’Italia soffre di un ritardo significativo nei confronti della media europea in termini di risorse a ricerca e sviluppo e di risultati prodotti dalla ricerca, come il numero di brevetti per abitante”, si legge ancora nelle linee guida inviate dal premier alle Camere. Per questo “un primo investimento è fornire l’accesso degli studenti diplomati a corsi di laurea in discipline Stem, inclusa l’informatica. Significa innanzitutto migliorare la didattica già nelle scuole medie e superiori per quanto riguarda la matematica, le discipline scientifiche e la programmazione informatica”, si legge nel documento.

MENO TASSE SU CETI MEDI – Il governo annuncia quindi nel documento che “il prossimo passo consisterà in una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale”, si legge alla voce ‘Riforma del Fisco’. “Saranno anche razionalizzate le spese fiscali e in particolare saranno rivisti i sussidi ambientalmente dannosi – viene spiegato nel piano – “l contempo le scelte fiscali dovranno supportare la politica industriale nel processo di riconversione successivo alla crisi sanitaria e accompagnare il cambiamento anche in senso sostenibile”.

SALARIO MINIMO – Alla voce ‘Riforma del lavoro’ viene chiarito invece che “la tutela del reddito dei lavoratori più fragili sarà realizzata attraverso il rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale e delle regole della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro; contemporaneamente, l’introduzione del salario minimo legale garantirà ai lavoratori nei settori a basso tasso di sindacalizzazione un livello di reddito collegato ad uno standard minimo dignitoso, evitando al contempo dumping contrattuale e rafforzando la contrattazione nei settori in cui è più debole”.

“Oltre alla riduzione del costo del lavoro attraverso la riduzione del cuneo fiscale, si opererà per incentivare la produttività del lavoro con il rafforzamento degli incentivi fiscali al welfare contrattuale e la promozione della contrattazione decentrata in un sistema di relazioni industriale multilivello”, si legge ancora nel piano presentato da Conte.

SCUOLA E UNIVERSITÀ – Per quanto riguarda le infrastrutture scolastiche e universitarie, “la digitalizzazione e la transizione green ne richiederanno la riqualificazione o ricostruzione in chiave di efficienza energetica e antisismica ed il cablaggio con fibra ottica. È altresì necessario potenziare le infrastrutture per l’e-learning, che si è dimostrato uno strumento determinante per garantire la continuità dei percorsi formativi ed educativi nel periodo in cui erano in vigore le misure più restrittive per il contenimento del contagio da Covid-19″, viene scritto nelle guida del Recovery Plan

SANITÀ – Nel Piano nazionale di rilancio e resilienza ci sarà un maggiore “sviluppo della sanità di prossimità” “si investirà nella digitalizzazione dell’assistenza medica ai cittadini, promuovendo la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina”.

Per la sanità “uno specifico investimento sarà prontamente avviato nell’ambito della cronicità e delle cure a domicilio, per superare le attuali carenze del sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali (Rsa) e dei presidi sanitari nelle aree rurali e marginali del Paese, in conformità alla strategia nazionale delle Aree Interne”. Lo si legge nelle linee guida del Recovery Plan inviate dal premier Giuseppe Conte alle Camere.