Un flop, soprattutto se considerato come misura non di sostentamento ma di ‘politica attiva’ del lavoro. Il reddito di cittadinanza, caposaldo della battaglia grillina portato a casa durante il primo governo Conte, quello con la Lega, viene fatto ‘a pezzi’ in una analisi realizzata dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre.

Cosa dicono i numeri? Ogni posto di lavoro “creato” col reddito di cittadinanza è costato allo Stato almeno 52 mila euro, oltre il doppio di quanto spende annualmente un imprenditore privato per un operaio a tempo indeterminato full time che, mediamente, costa attorno ai 25 mila euro.

Gli ultimi dati sottolineano infatti che del poco più di un milione di percettori del Rdc che hanno manifestato la disponibilità a recarsi a lavoro in ufficio/fabbrica, solo 152mila hanno trovato effettivamente un posto di lavoro grazie al sostegno dei ‘navigator’.

Ipotizzando che i titolari del reddito di cittadinanza lo abbiano ricevuto per almeno un anno prima di entrare nel mercato  del lavoro, percependo così quasi 7.000 euro, la Cgia di Mestre stima che l’Inps abbia sostenuto per essi una spesa di 7,9 miliardi di euro, pari a poco più di 52.000 euro per ogni singolo neoassunto.

L’ufficio studi evidenzia, come ovvio, che il costo “appare eccessivo per un numero così limitato di persone entrate nel mercato del lavoro”. Secondo la Cgia il reddito di cittadinanza “ha dimostrato di non essere uno strumento efficace”, anche se “chi è in difficoltà economica va assolutamente aiutato”.

Quanto ai dati a livello locale, la Cgia evidenzia che nelle province di Caserta (147.036) e di Napoli (555.646) si concentrano complessivamente quasi 703 mila beneficiari del reddito di cittadinanza. Se questi ultimi si rapportano al numero totale presente in Italia (3.550.342), in queste due province campane si concentra il 20% circa dei percettori totali di questa misura.

Dalla prima metà del 2019, periodo in cui è entrato in vigore il reddito, fino alla fine di quest’anno, l’investimento dello Stato per questa misura ammonta a 19,6 miliardi: 3,8 nel 2019, 7,2 nel 2020 e 8,6 miliardi per l’anno in corso. Per il 2022 è prevista una spesa di 7,7 miliardi. Per l’anno 2019 e 2020 le cifre si riferiscono a quelle effettivamente spese, mentre per gli anni successivi si fa riferimento alle risorse stanziate.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia