Sono tre le regioni italiane giudicate a rischio ‘alto’. Si tratta di Puglia, Sardegna e Calabria (giudicata non valutabile e quindi equiparata alla fascia di rischio maggiore). E’ quanto si legge nella bozza del report settimanale di monitoraggio di ministero della Salute e Iss, l’Istituto Superiore di Sanità. Gran parte delle Regioni sono considerate a rischio moderato mentre Basilicata e Campania sono considerate a rischio basso.

L’INDICE RT – Nel periodo 11 – 24 novembre 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,91 (range 0,79 – 1,08). Si riscontrano valori di Rt puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/Province autonome. Di queste, 15 hanno un Rt puntuale inferiore a uno anche nel suo intervallo di confidenza maggiore, indicando una diminuzione significativa nella trasmissibilità.

Sono cinque invece le regioni italiane con Rt sopra 1: tratta di Calabria (1.06), Lazio (1.04), Molise (1.38), Toscana (1.01) e Veneto (1.13).

L’ORDINANZA DI SPERANZA: Le Regioni cambiano colore: Campania e Toscana arancioni, altre quattro diventano gialle

L’IMPATTO SUGLI OSPEDALI – L’impatto della epidemia sui servizi sanitari assistenziali rimane alto. Diciotto Regioni/Province Autonome, al primo dicembre 2020, avevano superato almeno una soglia critica in area medica o terepia intensiva. Il tasso di occupazione dei posti letto in Terapia Intensiva supera ancora la soglia critica di occupazione a livello nazionale. Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.816 (24/11/2020) a 3.663 (01/12/2020); mentre il numero di persone ricoverate in aree mediche è passato da 34.577 (24/11) a 32.811 (01/12/2020).

L’incidenza rimane ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile, pertanto è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori a 1 su tutto il territorio nazionale consentendo una ulteriore significativa diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione segnalati e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali ed ospedalieri.

DIFFICOLTA’ SUI DATI – Nella bozza si legge però che “sebbene in miglioramento, permane una diffusa difficoltà nel mantenere elevata la qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Il dato epidemiologico analizzato è relativo alla settimana 23-29 novembre 2020 che al momento è il dato consolidato più recente disponibile”. Come conseguenza “può portare ad una possibile sottostima della velocità di trasmissione e dell’incidenza”.

SI CAMBIA COLORE? – I dati del monitoraggio di Ministero della Salute e ISS aprono le porte a passaggi verso zone con meno restrizioni per diverse regioni. In particolare Campania (attualmente zona rossa) e Basilicata (attualmente zona arancione) potrebbero scendere rispettivamente in arancione e gialla.

Redazione