Matteo Renzi lascia una porta aperta, anzi uno spiraglio. Non è tutto deciso, si può insomma ancora discutere. E questo nonostante sia stato proprio lui e la sua Italia Viva, con il ritiro delle ministre Teresa Belleanova ed Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto ad aprire la crisi politica nell’esecutivo. Che Iv fosse pronta a diverse opzioni – ad appoggiare una maggioranza, ad appoggiarla dall’esterno, a fare opposizione – l’aveva detto l’ex premier proprio nella conferenza stampa dello scorso 13 gennaio. E a questo punto lo ribadisce, dopo il voto (in comfort zone) alla Camera dei deputati e quello (fiducia con 156 voti) al Senato.

“Mi sono domandato, se mi convenisse fare questa battaglia. E prima di partire mi son risposto che non mi conveniva. E me ne frega anche il giusto, scusi l’espressione, ma la mattina quando mi alzo e mi guardo allo specchio, dico quando tra dieci anni vedremo schizzare il debito pubblico, vedremo chi ha ragione. E visto che siamo ancora in tempo per fermarci, il mio appello è ‘non fate un baratto di singoli parlamentari, tornate alla politica'”, ha detto Renzi a Piazza Pulita su La7.  “Non ci prenderete mai come dei Ciampolillo qualsiasi dicendo che non servono i vaccini e insaponando gli ulivi”, ha detto facendo riferimento al senatore ex Movimento 5 Stelle che ha votato la fiducia al Senato, noto per le sue teorie negazionista sul virus Xylella.

“Non è una discussione tra me e Conte – ha aggiunto Renzi – Quando D’Alema dice che Conte è più popolare, scopre l’acqua calda. Poi io penso che la politica sia una cosa un pochino diversa dall’essere popolare. Uno mi può chiedere: ma ti conviene fare questa polemica dal punto di vista dei sondaggi? No. Mi conviene stare zitto. Dopo di che, poiché faccio politica nell’interesse dei miei figli e dei miei nipoti, o si parla ora o buttiamo il Paese verso il muro del debito pubblico nei prossimi anni. Io ho il dovere di dirlo, dopo di che se vogliono facciano come credono”.

Il Consiglio dei ministri, è trapelato nel pomeriggio, è stato convocato alle 21:45 a Palazzo Chigi. All’ordine del giorno, oltre alle leggi regioni e a varie eventuali, potrebbe esserci la cessione della delega sui Servizi Segreti: uno dei temi sui quali Iv ha aperto la crisi di maggioranza – insieme con il Recovery Fund, il Mes, la scuola, la sanità, la comunicazione istituzionale di Palazzo Chigi. La road map di Giuseppe Conte sarebbe, secondo quanto scrive l’Ansa quella che prevede di allargare la maggioranza con un nuovo gruppo, di stipulare un patto di legislatura e di fare un rimpasto. Cruciale potrebbe essere la data di mercoledì 27 gennaio, quando si voterà in Parlamento la relazione sulla Giustizia del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e capo delegazione. Italia Viva è schierata sul ‘No’.

Antonio Lamorte