Report e Renzi vanno alla guerra, anche in tribunale: l’accanimento personale della trasmissione di Raitre prosegue sul filone del contestato video dell’autogrill che riprende Renzi con il dirigente Dis Marco Mancini. Video che la regìa di Report insiste ad inserire in un quadro di complotto spionistico per far cadere Conte. Una narrazione tanto ostile quanto ostinata che conosce pochi precedenti nella storia del servizio pubblico. E devono averlo fatto presente a Ranucci anche i vertici Rai.

Si stanno decidendo i nuovi assetti, alimentare una tempesta in un bicchier d’acqua non serve a nessuno. E così il vice direttore di Raitre ha telefonato al senatore fiorentino: «Siamo a disposizione per una sua replica, se vuole venire in studio prossimamente». «Prossimamente quando?» «Presto». Renzi voleva andare ieri sera. «Se si parla di me, e c’è in studio la persona che mi ha filmato, vorrei essere lì per un confronto diretto», gli ha risposto. Niente da fare. «Il format della trasmissione non consente interventi in diretta», ha replicato Ranucci. «Neanche una telefonata?», «Neanche una telefonata». Tutto finisce verbalizzato nella e-news che Renzi ha inviato a diverse migliaia di iscritti prima della messa in onda della trasmissione. Che è stata tutta uno stracciarsi le vesti: “Italia Viva ci attacca, Renzi ci fa intimidire dai suoi deputati”.

L’intimidazione sarebbe costituita da una interrogazione parlamentare al Tesoro per sapere se corrisponde a verità che una società lussemburghese viene pagata dalla trasmissione di Raitre con denaro pubblico per fornire dossier al veleno contro Renzi. Non entriamo nel merito, ma presentare interrogazioni scritte ai Ministri è tra le prerogative di cui i parlamentari non sono stati privati negli ultimi anni. Mentre c’è solo da attendere l’esito del quesito, le telecamere di Report vengono mandate per accanirsi contro i deputati che firmano l’istanza. Luciano Nobili viene colto di sorpresa mentre si trova in piazza a Montecitorio. «Vengo fermato e bloccato mentre andavo ad un appuntamento, con stile aggressivo, e tenuto trenta minuti davanti alla telecamera», racconta il deputato di Italia Viva. Non si pente, malgrado l’assalto a telecamere accese, di aver presentato quell’interrogazione.

«Chiedere spiegazioni su come la tv pubblica spende i soldi del contribuente per me non è un diritto, ma un dovere per un parlamentare. Per questo non comprendo il nervosismo di Report». In piazza il parlamentare si difende, nasce un alterco e alla fine Nobili chiede di acquisire il girato integrale. È fermo nelle sue ragioni, gli inviati di Ranucci fedeli alla linea. Ma alla fine cedono e l’onorevole lo ottiene. Certo a rimettere in fila la successione degli eventi, andrebbe messa a monte di tutto la notizia, che fonti di Italia Viva accreditano con forza, di un accordo risalente al 30 novembre scorso tra Report e l’azienda di un italo-lussemburghese, avente per oggetto la fornitura di un servizio video contro Matteo Renzi. Il video acquisito nell’autogrill di Fiano Romano è del 23 dicembre. La messa in onda del secondo avviene la sera del 3 maggio; dodici ore dopo la presentazione da parte di Italia Viva della famigerata – e temuta – interrogazione parlamentare, che Nobili ha iscritto agli atti della Camera alle 8 del mattino. Nel documento si citano mail di Casalino, ipotetiche pressioni “fra l’allora portavoce del Presidente del Consiglio e la Rai”.

Il sospetto dei renziani è che in quei giorni turbolenti di tensione tra Palazzo Chigi e Renzi, qualcuno stesse armando un missile da sganciare a comando. La ricostruzione dei rapporti dell’ex premier con Mancini paradossalmente sembra confermare quei sospetti. «Se lo storytelling prevale sul giornalismo è la fine», ci dice l’esperto di sicurezza informatica e debunker Matteo Flora. «Sono stato ospite di Ranucci a Report diverse volte, collaboro con Rai e Mediaset sulle verifiche digitali, questa volta devo dire che le contraddizioni sono troppe. Ranucci ha cambiato versione tre volte sulla dinamica dei fatti. Una serie di incongruenze rispetto alle mie verifiche che creano dubbi e sospetti forti in quelli che fanno il nostro mestiere», dice Flora al Riformista. «Non sono renziano, scrivetelo. Anzi. Se ho un pregiudizio politico è verso di lui, ma questa volta è una narrazione che non sta in piedi, non capisco perché Ranucci sia caduto in una cosa del genere».

Le carte passano alla Procura, come rimarca Renzi: «Come vi avevo preannunciato, ho presentato un esposto alla procura di Roma perché il racconto della Rai-Report è pieno di contraddizioni. Noi non abbiamo nulla da nascondere, ma se il servizio pubblico dà versioni diverse dello stesso evento c’è un problema a monte. Ho chiesto alla redazione di essere invitato in diretta per smontare uno per uno gli argomenti che vengono utilizzati e dire ciò che debbo dire senza censure e tagli. Stamattina mi ha chiamato molto gentilmente il conduttore Ranucci, dicendo che per il format della trasmissione è impossibile andare in diretta e che per la puntata di questo lunedì non poteva invitarmi. Prossimamente lo farà. Peccato per il servizio pubblico».

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.