Una data quasi simbolica. L’Italia ripartirà con un percorso graduale di riaperture 24 ore dopo il 25 Aprile, quando nel Paese si festeggia la Liberazione dal nazifascismo. L’augurio è quello di iniziare la liberazione dal virus. 

Dietro la scelta del 26 aprile, come ricordato dal premier Mario Draghi in conferenza stampa venerdì, c’è un “rischio ragionato”. Termine che ha provocato non poche polemiche nella comunità scientifica, con volti ormai noti al grande pubblico come Massimo Galli o Andrea Crisanti che hanno bocciato tale scelta.

Ma al di là delle polemiche sulla scelta di iniziare una progressiva riapertura del Paese, vi sono ancora molti dettagli da stabilire e definire in merito a quanto annunciato da Draghi venerdì. Dovranno essere infatti messi nero su bianco i protocolli sui luoghi dello spettacolo, ovvero quante persone potranno essere presenti in contemporanea, così come stabilire con certezza le norme relative al “pass” che consentirà la circolazione tra Regioni di diverso colore. 

LA ROADMAP

26 APRILE – Torna la zona gialla, ma ‘rafforzata’. Riaprono le scuole di ogni ordine e grado tutte in presenza in zona gialla e arancione, mentre in zona rossa si procederà con un mix di didattica in presenza e a distanza. 

Riaprono i ristoranti che fanno servizio al tavolo all’aperto anche a cena. Tornano anche le altre attività all’aperto: sportive, spettacoli, teatri, musei e cinema. Infine, sarà possibile spostarsi tra regioni gialle mentre servirà un pass per regioni di diverso colore.

15 MAGGIO – Spiagge e piscine all’aperto potranno aprire, seguendo protocolli di sicurezza ad hoc.

1 GIUGNO – Tornano “alcune attività legate alle palestre”, ha spiegato Speranza, anche al chiuso, seguendo protocolli anticontagio. Se i dati lo consentiranno potrà riprendere la ristorazione anche al chiuso.

1 LUGLIO – Potrà riprendere l’attività fieristica.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia