Angelo Sotgiu e Angela Brambati attraversano tutta la loro carriera, dopo la recente scomparsa di Franco Gatti e la separazione dal gruppo di Marina Occhiena – tornata solo per la reunion a Sanremo 2020 -, nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera. Il racconto incomincia quando “io ero operaio all’Italsider e lei benzinaia” dice Sotgiu, e Brambati replica a molla: “Abitavo accanto a un distributore della Shell, gli stavo sempre tra i piedi, perciò il titolare alla fine mi ha assunto. Me la cavavo, a parte qualche pasticcetto… come quando ho versato dell’acqua nel serbatoio dell’olio”.

Da ragazzi tanti lavoretti ma anche l’amore (breve): “Ho fatto pure l’aiuto parrucchiera – dice Brambati -. Lei lavorava in casa, in cucina. Dovevo risciacquare i capelli a una cliente, ho sbagliato pentola, invece dell’acqua calda le ho versato in testa il brodo con la minestrina. Licenziata”, e aggiunge: “Dimenticavo, tentai anche come sarta. Ho cucito un cappottino per il mio cuginetto, solo che mi è venuto con le maniche dritte, orizzontali, come se avesse le braccia ingessate”.

Sotgiu non è da meno: “Tornato dal servizio militare ho mollato la fabbrica. Ho lavorato come barista, falegname, tornitore, ascensorista, che mi è tornato comodo: non ho più paura di prendere l’ascensore perché, se si ferma, so come farlo ripartire”. Poi ricorda il periodo in cui sono stati fidanzati: “Avevo 17 anni, lei 16. Un rapporto bellissimo, infatti è finita. Nel frattempo era iniziata l’avventura dei Ricchi e Poveri, stavamo insieme 24 ore al giorno, è subentrata una confidenza diversa, da amici, da fratelli”. “Mi chiedeva consigli sulle sue conquiste – ribatte svelta Brambati -. ‘Che dici, ti piace questa?’”.

Oggi Angela Brambati la mitica Brunetta, 75 anni, e Angelo Sotgiu il Bello, 76, sono a Vilnius in Lituania, a 10 gradi sottozero, per un concerto e da nuovi coach di The Voice Senior 3 su Raiuno sprizzano allegria ed entusiasmo. Alla domanda su dove trovano tutta questa energia, Sotgiu risponde giocando: “La compriamo al mercatino sotto casa”, gioca lui in collegamento su Facetime.

Il racconto riparte dai grandi nomi che li hanno scoperti come gruppo e consacrati poi con la storica edizione di Sanremo 1970: “Fabrizio De André ci mandò a chiamare da un comune amico. Ci ascoltò e poi ci propose di andare a Milano dalla sua casa discografica ma il produttore non ci trovò interessanti”, dice Sotgiu. “’Questi qui non capiscono un belìn’, ricorda Brambati le parole di De André. ‘Avrete successo lo stesso’”.

Poi l’incontro con Franco Califano: “Ci convocò a Milano. Gli cantammo tre pezzi, forse quattro, il repertorio era tutto lì”, e disse: “’Voglio diventare il vostro produttore’. Per vergogna, una sera gli abbiamo risposto che avevamo già un invito – ricordano -. Non era vero. Ci fermammo alla prima curva e tirammo fuori i panini. Ma Franco uscì subito dopo di noi e ci vide. ‘Siete ricchi di spirito e poveri di tasca. Da oggi vi chiamerete così, i Ricchi e Poveri’”. Nel 1970 il debutto a Sanremo con La prima cosa bella insieme a Nicola Di Bari: “Ci chiamarono all’ultimo minuto, come tappabuchi, si era liberato un posto. Doveva andarci Gianni Morandi, invece toccò a noi”. Nel 1971 il bis con Che sarà in coppia con Josè Feliciano. Il resto è storia.

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