Sei giovanissimi, tra cui due minorenni, sono stati fermati e condotti in Questura perché sospettati di essere gli autori della rapina ai danni di Gianni Lanciato, il rider 50enne che nella notte tra il primo e il due gennaio a Calata Capodichino a Napoli è stato picchiato e rapinato da un gruppo di giovanissimi, che gli hanno portato via lo scooter con il quale stava facendo le consegne.

Gli agenti della Questura di Napoli hanno anche recuperato il motorino rubato, trovato presso l’abitazione di un minorenne fermato dalla polizia. Ad indagare, coordinati dalla Procura di Napoli, sono gli investigatori del Commissariato di Secondigliano e della Divisione Anticrimine della Squadra Mobile

Proprio questa mattina Gianni aveva incontrato la stampa per commentare l’accaduto e la gara di solidarietà nata da comuni cittadini sul web, con una raccolta fondi per risarcire il 50enne sul portale ‘Gofundme’ che ha superato quota 10mila euro e che ha visto tra i partecipanti anche il difensore della Lazio Fares, che ha donato 2500 euro.

“Ringrazio tutti per la solidarietà che mi è stata espressa: c’è tanta gente di buon cuore. Ma io vorrei solo un lavoro stabile, pagare le tasse come ho sempre fatto e vivere tranquillamente”, ha spiegato Gianni. “Mi sono commosso, io ringrazio tutti coloro che mi sono vicini. Io non vorrei approfittare della bontà dei cittadini napoletani”, aggiunge il rider. “Fino al 2015 ho fatto il macellaio in un grande supermercato – spiega ancora – poi ci sono stati degli esuberi e da allora faccio qualcosa per portare avanti la famiglia”.

Quanto agli aggressori, Gianni si dice “arrabbiato” ma “mi dispiace per quei ragazzi che hanno messo a segno la rapina. Sono dei ragazzini”. “Quando mi hanno intimato di consegnare il motorino, ho provato a resistere urlando – ha aggiunto – ma non ho avuto paura perché ho solo provato a difendere qualcosa di mio, utile alla mia famiglia”.

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