Sei animali. Sei uomini aggrediscono a calci, pugni e schiaffi un rider di circa 50 anni mentre si trova in sella al suo scooter ed è intento ad effettuare l’ennesima consegna. Lo accerchiano, lo tamponano più volte con un altro scooter, provano a tirarlo già dal motorino.

Lui resiste, prova a difendersi ma alla fine deve soccombere. Viene trascinato a terra da uno della banda mentre un altro sale in sella al suo scooter e fugge via.

E’ accaduto a Calata Capodichino, zona a nord di Napoli. A denunciare l’episodio sono alcuni residenti che immortalano la scena dai balconi delle proprie abitazioni. Un video di poche decine di secondi che è già stato acquisito dalla polizia.

Le immagini, che hanno fatto il giro del web, hanno indignato e spinto numerosi cittadini a lanciare una raccolta fondi per aiutare il rider, padre di due figli. La mobilitazione sulla piattaforma Gofoundme.com (“Comprare subito un motorino al ragazzo rapinato”) ha già raccolto oltre 8mila euro in poche ore.

“Stasera ho ricevuto un video sconvolgente su un’aggressione a un rider che sarebbe avvenuta intorno alle 20.30 a Calata Capodichino a Napoli. Un gruppo di delinquenti circonda e picchia il giovane con inaudita violenza per sottrargli lo scooter con il quale sta effettuando le consegne. Lo abbiamo subito girato alle forze dell’ordine. Al giovane diciamo di farsi avanti, anche in forma anonima, perché lo vogliamo aiutare. Chi e’ vittima di una tale barbarie va aiutato dalla parte sana della città”. Queste le parole del consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli a cui è stato inviato il video. Borrelli poi aggiunge: “Si chiama Gianni, ha 50 anni, e la famiglia chiede giustizia”. L’uomo è sposato e ha due figlie.

L’appello è stato subito accolto da parte del giovane rider: “Non vogliamo dirvi molto, solo che abbiamo appena ascoltato un messaggio che il nostro amico (ormai lo è) ci ha inviato in privato” scrive Gianni Simioli, conduttore della Radiazza su Radio Marte.
“Sapete cosa dice? Che ci ringrazia, ma che al momento non può rispondere perché dopo lo “stop” per la rapina subita, ha ripreso a lavorare per completare il giro di consegne con un’auto. Insomma, avete capito bene: sta proprio continuando a lavorare. Applausi e rispetto per questo disoccupato di 50 anni “che non può stare senza fare niente aspettando che arrivi un lavoro” conclude Simioli che si augura di averlo presto in trasmissione.