Ristori raddoppiati per le attività chiuse nelle zone rosse, con un ampliamento della platea e un fondo emergenze per quelli che dovessero entrare nelle aree in lockdown nelle prossime settimane.

Stop alla seconda rata Imu, credito di imposta al 60% sugli affitti di ottobre, novembre, dicembre, sospensione dei contributi previdenziali per i dipendenti e il rinvio ad aprile 2021 per tutte le attività delle zone rosse indipendentemente dalla perdita di fatturato. E ancora congedi parentali e bonus babysitting fino a mille euro. Sono i principali punti del decreto ristori bis messo a punto dal governo con uno stanziamento di poco meno di due miliardi di euro per venire incontro a chi, attività e professionisti, subirà le conseguenze delle misure restrittive più stringenti introdotte dal nuovo Dpcm.

“Serve liquidità, lo sappiamo. Ci siamo resi conto che i ristori già liquidati erano modesti, li abbiamo raddoppiati e moltiplicati”, assicura il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Bar, gelaterie riceveranno il doppio e non il 150% dell’importo incassato prima dell’estate con il decreto Rilancio visto che, invece di chiudere alle 18, rimarranno con la serranda abbassata per l’intera giornata. Lo stesso varrà per i ristoranti (prima indennizzati al 100%) e i negozi (esclusi dal precedente provvedimento), anch’essi chiusi se in fascia rossa.

Previsti ristori anche per musei, centri commerciali – e per le attività di ristorazione al loro interno – e trasporti ma non solo. Per i soggetti Isa delle zone rosse colpiti dalle restrizioni dell’ultimo Dpcm arriva lo slittamento di tutte le tasse al 2021, con la proroga al 30 aprile del termine per il versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’Irap, “indipendentemente dalla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi”. E i datori di lavoro privati non pagheranno i contributi previdenziali per i dipendenti.

Confermato l’indennizzo per le partite Iva, ma solo se attive prima del precedente decreto Ristori. Arriva un fondo per il Terzo settore e uno da 20 milioni per l’ortofrutta. Attenzione anche alle famiglie, come chiesto dalle Regioni e promesso da Conte. Chi, lavoratore dipendente, ha un figlio alle medie, a casa con la didattica a distanza per effetto del Dpcm, avrà diritto al congedo parentale retribuito al 50% se non può svolgere le sue mansioni in smart working. Per i lavoratori non dipendenti arriva invece un bonus babysitting fino a mille euro, sempre se non è possibile il lavoro agile.

Per chi dovesse entrare successivamente nella zona con maggiori restrizioni ci sarà un automatismo: “ci sarà un fondo ad hoc per mettere risorse in caso di variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse”, assicura Conte. Nel decreto trova spazio anche l’arruolamento di 100 medici e infermieri militari dell’Esercito italiano, della Marina militare, dell’Aeronautica militare in servizio a tempo determinato, con una ferma della durata di un anno, non prorogabile.

Il testo bis dovrebbe confluire, sotto forma di emendamento, nel testo I: un modo per snellire i lavori parlamentari – visto che c’è da affrontare il mare magnum della manovra – ma anche velocizzare l’iter e consentire il pagamento rapido degli indennizzi entro la data massima di metà dicembre. I primi intanto sono già partiti: “Sono stati disposti i bonifici in favore di più di 211 mila imprese, per un totale di oltre 964 milioni di euro“, dichiara il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. “Avevamo detto che saremmo stati in grado di far arrivare sui conti correnti i primi ristori per il 15 di novembre, in realtà arriveranno già lunedì e martedì prossimi”.