Il governo ha adottato dei “riduttori di velocità, abbiamo un treno che sta correndo e abbiamo già cercato di fermare”, ma ora “se non fermiamo rischia di travolgerci. Noi non stiamo dando schiaffi a nessuno” e “non c’è la deliberata volontà di penalizzare zone a scapito di altre”. Sono le parole pronunciate dal premier Giuseppe Conte intervenendo a “Cibo a Regola d’Arte”, il food festival del Corriere della Sera. Dichiarazioni che arrivano nel giorno in cui entra in vigore ufficialmente il nuovo Dpcm con la divisione del Paese in tre zone, gialla, arancione e rosse, e con la marea di polemiche e accuse che ne sono nate tra Regioni e Stato centrale. Il premier ha giudicato quella odierna “non una giornata felice, in particolare per molte aree del Paese ci sono cittadini costretti a un regime più restrittivo e penalizzanti”, ma ha rivendicato comunque l’operato dell’esecutivo.

IL DECRETO RISTORI BIS – In un dialogo con lo chef Massimo Bottura, il presidente del Consiglio ha anticipato le misure che saranno contenute nel decreto ‘Ristori bis’ che oggi sarà portato in Consiglio dei ministri. “Ci siamo resi conto che i ristori già liquidati e i contributi a fondo perduto erano modesti, li abbiamo moltiplicati. Chi ha già ricevuto contributi li può raddoppiare fino al 200 per cento”, ha detto Conte.

Tra le altre misure presenti “la sospensione della seconda rata Imu”, un “fondo ad hoc per mettere risorse in caso di variazioni tra zone gialle, arancioni e rosse”, oltre al “credito di imposta al 60% sugli affitti di settembre, ottobre, novembre, dicembre, la decontribuzione per i dipendenti e il rinvio dei versamenti per chi ha gli Isa”. Conte ha annunciato quindi che nella prossima legge di Bilancio ci sarà una decontribuzione del 100% per i neo assunti under 35, mentre non sono attesi interventi drastici sull’Iva.

L’INFORMATIVA DI SPERANZA – “I numeri, che rappresentano persone in carne ed ossa, continuano ogni giorno drammaticamente a crescere“. Così il ministro Roberto Speranza nel corso di un’informativa nell’aula della Camera. “Questo provvedimento è in piena continuità con i principi ispiratori di quelli precedenti. C’è sempre stato un filo comune che tiene insieme ogni scelta. Questo filo è il primato della tutela della salute e l’idea di difendere le persone e la loro vita e il principio di massima precauzione per il Ssn evitando che venga travolto”, aggiunge il Titolare della Salute.

“Senza consistenti limitazioni dei movimenti, senza un cambio drastico delle nostre abitudini e il rispetto delle regole, la convivenza con il virus fino al vaccino è destinata ad un clamoroso fallimento”, prosegue il ministro che avverte: “Il virus non ci dà tempo. Non aspetta la fine della nostre discussioni. Dilaga. Non possiamo stare fermi o avere incertezze. Nessuno può sottrarsi, avendo responsabilità di Governo, può sottrarsi a questa necessità”.

“I criteri di monitoraggio su 21 parametri sono stati condivisi in due riunioni con le Regioni. Da 24 settimane vengono utilizzati senza che nessuna Regione si sia mai opposta e senza mai una voce contraria dal Parlamento”, chiarisce inoltre Speranza: “Voglio continuare testardamente a pensare che ci sono dei limiti che la battaglia politica, anche la più aspra, non debba mai superare, soprattutto dentro una pandemia. Non può essere questo il terreno della battaglia politica. Lo dico in modo accorato: basta, non alimentiamo polemiche, non sono utili ma dannose“.

“Se produciamo il clima sbagliato l’effetto sarà solo il disorientamento e la sfiducia dei cittadini e questo ci renderà più deboli”, avvisa il ministro della Salute che ribadisce: “Non c’è un’altra strada, la via della precauzione è una via obbligata per arginare la pandemia“. E aggiunge: “Come credo risulti evidente anche a un non addetti ai lavori si tratta di un lavoro complesso, di dettaglio. La logica è semplice. Si agisce sulla base dell’incrocio di 2 parametri: l’indice di rischio prodotto dai 21 parametri e gli scenari derivanti dal Rt”.