È stata una gara al millesimo di secondo quella che ha visto Manfredi Rizza aggiudicarsi il secondo posto nel K1 200, la gara più veloce del programma olimpico della canoa. Il trentenne pavese l’ha chiusa in 35″080 alle spalle dell’ungherese Sandor Totka (35″045) con un finale deciso dal fotofinish. Un oro sfumato per millimetri, ma la gioia in casa Italia è tanta. Felicità anche per il bronzo di Gregorio Paltrinieri nella 10 chilometri nelle acque libere di Tokyo. Il campione di Carpi, 26 anni, ha nuotato per quei dieci chilometri in 1h49″01.

Rizza, l’oro sfumato nel kayak

Manfredi Rizza, 30 anni di Pavia, dopo il sesto posto a Rio, a Tokyo sale sul podio sul secondo gradino. È il primo azzurro sul podio olimpico nel kayak velocità dal 2008. Ingegnere meccanico, laurea magistrale in nanotecnologie e atleta del gruppo sportivo dell’Aeronautica Militare ha portato avanti una gara letteralmente al millesimo. “Ho tenuto duro, ma purtroppo c’era qualcuno più duro di me. Ma sono molto contento del risultato – ha commentato a caldo – anche se sono arrivato vicinissimo all’oro. È stata una gara praticamente perfetta, con un’uscita fortissima dal blocco. E poi ho dato tutto quello che potevo”.

Paltrinieri, seconda medaglia nel nuoto

Tutto era iniziato nel peggiore dei modi con una mononucleosi presa a giugno che aveva debilitato il suo fisico scultoreo. E invece Gregorio Paltrinieri si è aggiudicato due medaglie a Tokyo. Prima l’argento negli 800 in vasca e poi il bronzo nella 10 chilometri nelle acque libere dove era esordiente nella specialità.

Il tecnico romano in lacrime dice: “Greg ha parlato di stato di forma ma parliamo di stato di salute: due mesi fa ogni giorno valutavamo se era il caso di farlo allenare e farlo partire, molti medici ci hanno dato pareri contrari. Non so se la parola miracolo basta, perché eravamo all’inferno”.

Da laggiù Greg è risalito: “Sono contento, è stato il massimo che potevo fare. E’ la giusta ricompensa dopo questi due mesi di inferno”, dice Paltrinieri riferendosi alla mononucleosi presa nel momento peggiore che lo ha costretto a saltare un mese di preparazione verso le Olimpiadi. “Vado via da Tokyo con due medaglie, posso ritenermi soddisfatto, i piani non erano questi, ma per come sono arrivato va benissimo così”. “C’è stata un’alternanza di emozioni a Tokyo, il miracolo degli 800 e la botta dei 1500. Non vedevo l’ora che tutto finisse per metterci una pietra sola. Invece adesso sì, assolutamente voglio riprovarci. Fosse per me lo farei già la settimana prossima”.

Bronzo per Viviani nel ciclismo su pista

Un grande Elia Viviani conquista la medaglia di bronzo nell’Omnium alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Il portabandiera azzurro, campione a Rio 2016, chiude con 124 punti al termine della quarta e ultima prova, la corsa a punti. Medaglia d’oro per l’inglese Matthews Walls con 153 punti, argento per il neozelandese Campbell Stewart con 129. Per l’Italia è la medaglia numero 34 in questa edizione dei Giochi.

“Volevo una medaglia, sapevo che era dura e mi dispiace aver perso l’argento alla fine. Le energie erano al lumicino, avendo dato tutto prima. A vedere come era iniziata dobbiamo festeggiare”. Così Elia Viviani commenta ai microfoni di RaiSport il bronzo conquistato nell’Omnium alle Olimpiadi di Tokyo 2020. Prima dei Giochi “avrei firmato anche per un bronzo. Siamo partiti bene e ora le motivazioni per sabato sono ancora più alte”, ha aggiunto l’atleta azzurro.

Bottaro bronzo, prima medaglia italiana nel karate

Viviana Bottaro è medaglia di bronzo del karate, specialità kata, alle Olimpiadi di Tokyo 2020. L’azzurra ha vinto la finale per il terzo posto contro l’americana Sakura Kokumai. È la prima medaglia olimpica per l’Italia in questo sport, entrato nel programma olimpico a Tokyo.
Genovese, 33 anni, delle Fiamme Oro, ha totalizzato 26.48 contro il 25.40 dell’avversaria (18.62 per la parte tecnica, 7.86 per quella atletica). La disciplina è entrata nel programma olimpico a Tokyo e ne uscirà a Parigi 2024. Ma Viviana potrà raccontare di esserci stata ed esserne uscita vittoriosa.

Laureata in Filosofia, classe 1990, è appassionata di politica e tecnologia. È innamorata di Napoli di cui cerca di raccontare le mille sfaccettature, raccontando le storie delle persone, cercando di rimanere distante dagli stereotipi.