Revocata la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. E’ quanto deciso dal comune di Verona a un anno dalla richiesta presentata dal consigliere leghista Alberto Zelger. Decisivi i voti del partito del Carroccio e di Fratelli d’Italia che non hanno perdonato allo scrittore napoletano le parole contro Matteo Salvini e Giorgia Meloni.

Secondo il giornale L’Adige, la mozione di revoca è passata con 20 voti a favore, 7 contrari ed un astenuto. A influire nella decisione anche le dichiarazioni, provocatorie, di Saviano volte a liberalizzare le droghe leggere e la cocaina. Quest’ultima “andrebbe legalizzata, solo così si bloccherebbero i pozzi di petrolio delle organizzazioni criminali. La legalizzazione trasformerebbe l’economia mondiale” aveva detto Saviano in occasione del Festival del Cinema di Venezia nel 2019 quando venne presentata Zerozerozero, la serie tv kolossal tratta dal suo romanzo-inchiesta uscito nel 2013.

Per il leghista Zelger “Saviano è diventato un personaggio provocatorio, irrispettoso dei suoi avversari politici: nessuno mette in discussione il suo impegno contro la camorra, ma il suo delirio egocentrico lo porta ad attaccare rappresentanti del popolo colpevoli soltanto di avere un’opinione diversa dalla sua su più questioni: dalla liberalizzazione della droga all’immigrazione”.

In linea con le parole di Zelger, così come riporta L’Adige, Ciro Maschio, presidente del Consiglio comunale e parlamentare di Fratelli d’Italia: “Nel 2008 – ha spiegato – appoggiai la concessione della cittadinanza onoraria. In questi anni non vi è stato, comunque, nessun rapporto fra Saviano e la città ed abbiamo assistito ad una escalation imbarazzante, ad una serie di offese senza contraddittorio a più soggetti: non soltanto i politici”.

 

Redazione