“Non so se si tratti di una strategia elettorale. Certo è che Catello Maresca non può fare a meno dei partiti alle regionali, dove basta un voto in più per vincere”: ne è convinto Gigi Casciello, deputato tra i più vicini a quella Mara Carfagna che per prima ha fatto il nome del pm anticamorra come candidato del centrodestra in Campania.

Onorevole, Maresca dice di non voler essere il candidato dei partiti: siete delusi?
“No, perché nessuno ha detto che Maresca sarebbe stato il candidato del centrodestra in Campania. Mara Carfagna è stata la prima a fare il suo nome che, in un secondo momento, anche Lega e Fratelli d’Italia hanno dimostrato di apprezzare. Ma quello della Carfagna era semplicemente un giudizio positivo sull’ipotesi di una candidatura di Maresca”.

Giudizio tanto positivo da dare l’impressione di un endorsement in piena regola…
“Non si può esprimere un giudizio negativo su Maresca, soprattutto se si riflette sul suo impegno di magistrato in prima linea contro la camorra”.

Non trova singolare che una parte di Forza Italia sostenga un magistrato che, anni fa, è stato consigliere comunale di un partito di sinistra?
“Ho conosciuto recentemente Maresca e ne ho apprezzato la posizione chiara sull’abolizione della prescrizione e sulla scarcerazione dei detenuti al 41 bis. Se si dedicasse alla politica, sarebbe un fatto positivo”.

Anche se si candidasse col centrosinistra?
“Maresca non ha rifiutato la candidatura col centrodestra, ammesso e non concesso che il suo nome sia mai arrivato sul tavolo dei leader nazionali della coalizione. Ha semplicemente detto di voler rappresentare la società civile, il che mi lascia perplesso”.

Perché?
“Non si può rinunciare ai partiti, soprattutto alle regionali, quando basta un solo voto per battere l’avversario. Presentarsi come candidato sostenuto dalla società civile e non dai partiti è una strategia che può pagare alle comunali, dove il ballottaggio offre la possibilità di un successivo apparentamento tra le formazioni in campo, ma non alle regionali. Così Maresca finirà per favorire De Luca, se è vero che quest’ultimo è in vantaggio”.

I sondaggi, però, sembrano non lasciare spazio a dubbi.
“Il bluff di De Luca sarà svelato molto presto. Ha impegnato tutti i soldi del Psr che, tra ottobre e novembre, verranno a mancare. Ha lasciato nel cassetto più di un miliardo che avrebbe dovuto spendere per l’edilizia sanitaria, mentre ha dissipato risorse importanti per gli ospedali modulari. È stato abile nel far credere ai cittadini che il rigore seguito durante il lockdown fosse ispirato da lui. Ma i campani capiranno ben presto la verità”.

Se dovesse venire meno Maresca, il centrodestra potrebbe ritrovare la compattezza su Caldoro?
“No, perché la terza candidatura di Caldoro alla Regione darebbe l’idea di una Forza Italia incapace di rinnovare la propria classe dirigente locale. Non vorrei che il partito commettesse l’errore di escludere Maresca solo perché a proporlo è stata la Carfagna”.