Non smentisce in assoluto l’idea di una sua candidatura ma respinge collegamenti tra il suo nome e un partito politico in particolare. “Una cosa deve essere chiara a tutti: non sarò mai il candidato di nessun partito” fa sapere Catello Maresca, il magistrato napoletano oggi in servizio presso la Procura generale ma per anni pm di punta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Maresca è da giorni sotto i riflettori per le voci sulla sua possibile candidatura a futuro presidente della Regione Campania, una candidatura caldeggiata in particolare dall’onorevole Mara Carfagna come alternativa a Stefano Caldoro, già governatore della Campania con il centrodestra. Le dichiarazioni di Maresca sembrano voler mettere una distanza tra lui e un partito politico, ed è ovvio pensare a Forza Italia, ma non sembrano escludere del tutto una possibile ambizione politica.

“Devo constatare con grande soddisfazione che attorno alla mia persona si sta formando una imponente mobilitazione civile. Ho provato, senza successo, a ringraziare uno ad uno tutti coloro che mi hanno espresso vicinanza e che mi spingono a rappresentarli in un nuovo diverso concetto di politica. Un’idea fondata non solo sulla competenza, ma sulla concreta dimostrazione di capacità operativa, professionalità ed efficacia. Il modello, l’unico modello che mi piace rappresentare, è quello in cui lo Stato vince sempre” dice il magistrato diventato uno dei simboli dell’antimafia invitando alla cautela. “Devo però con amarezza ancora constatare come ci siano state troppe fughe in avanti, tentativi – continua – di mettere il cappello su un’operazione che fino ad oggi è solo della società civile. Tali atteggiamenti non hanno mai fatto parte del mio modo di pensare, né tantomeno rappresentano un buon inizio rispetto ad una mia personale e convinta idea di politica assolutamente diversa. Con la gente e per la gente. La mia storia di magistrato antimafia, il mio attuale ruolo istituzionale, il mio percorso di serio ed efficace impegno civile e la mia onestà intellettuale – conclude – lo esigono prima di ogni altra cosa. In tal senso non sono disponibile ad accettare in alcun modo strumentalizzazioni o speculazioni sul mio nome”.

Sulla carta nulla vieta al magistrato antimafia di candidarsi: la legge consente a giudici e pm di scendere in campo nella politica. “Le cause di ineleggibilità di cui all’articolo 2 della legge 154 del 1981 non hanno effetto se il magistrato cessa dalle funzioni non oltre il giorno fissato per la presentazione delle candidature” spiega Francesco Marone, docente ordinario di diritto costituzionale all’università Suor Orsola Benincasa. Dunque, purché risulti non più nel ruolo per aspettativa o dimissioni (ipotesi improbabile), il magistrato può candidarsi. Certo, a mandato terminato, dovrà essere trasferito a un nuovo ruolo, in un distretto diverso da quello campano. Sarà dunque Maresca l’anti-De Luca? Sarà lui, gradito alla società civile e corteggiato dal centrodestra, l’alternativa politica a Vincenzo De Luca, il governatore che negli ultimi mesi, anche per il modo con cui ha gestito l’emergenza Covid, è salito in cima alla classifica dei consensi? Si vedrà.

Per Luigi Bobbio, magistrato, ex senatore ed ex sindaco, storicamente di area centrodestra, candidare Maresca non sarebbe una buona scelta: “Non per lui naturalmente, perché non ho nulla da ridire sul professionista e sulla persona che è, ma registro questo affannarsi di esponenti anche di rilievo del centrodestra a cercare la candidatura di Catello Maresca come una via di mezzo tra la furbizia e l’ammissione di una debolezza e di un’incapacità politica di trovare nomi credibili all’interno del centrodestra. Maresca – aggiunge Bobbio – non è uomo di area di destra, anche per questo trovo tutto ciò improprio”. Il sospetto è che in vista delle prossime elezioni regionali, previste per settembre, ci si prepari puntando più all’aspetto mediatico che a quello politico in senso stretto. “Questo è uno dei problemi – afferma – Ci si concentra su chi è stato prescelto e messo alla ribalta dai canali mediatici imperanti, dando più spazio alla visibilità mediatica piuttosto che alla intima coerenza politica, ai programmi e agli ideali”. “E da tutte le aree politiche – aggiunge Bobbio – Basti pensare che Mario Ascierto, storico nome della destra napoletana, ha accettato di candidarsi con De Luca. Sembra di assistere a uno scambio di figurine…”