Cronaca
Roma, la gestione dei rifiuti va meglio (ma si potrebbe fare di più)
Meglio ma ancora insufficiente. Questa, in sintesi, la valutazione dell’Antitrust sull’andamento 2024 del servizio di gestione dei rifiuti e igiene urbana affidato a AMA a Roma. Il parere dell’Autorità è stato emesso nel perimetro delle sue competenze di revisione dei dati di monitoraggio dell’andamento dei servizi pubblici locali: servizi alla persona, trasporti e rifiuti, contenuti nel documento “Ricognizione 2025” redatto da Roma Capitale.
Nello specifico, oltre ad analizzare l’andamento economico-finanziario della società in-house AMA, lo stato di attuazione del piano di risanamento industriale e quello per il ripianamento dei 46,5 milioni di euro di perdite del 2023, il documento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espresso sulla qualità del servizio rispetto agli obblighi contrattuali e rispetto alla qualità percepita dagli utenti. Questi ultimi rimangono in generale sotto gli obiettivi come certificato dall’annuale indagine Acos, e nello specifico si attestano a 4,9 su dieci per la pulizia delle strade (da 4,8 nel 2024) e 5,1 per la raccolta dei rifiuti (da 4,9 del 2024). Particolarmente poco performante il servizio di spazzamento e lavaggio stradale con parametri qualitativi insufficienti in 62% delle zone del territorio cittadino.
Queste criticità spingono l’Autorità a esortare Roma ad aprirsi al mercato. Fin qui nulla di sensazionale per un’autorità che ha nel DNA il compito di aprire i mercati e tutelare la libera competizione. Nel rapporto si invita l’Amministrazione a valutare “concretamente l’opportunità di perseguire obiettivi di maggiore efficienza e qualità del servizio di spazzamento e lavaggio stradale, procedendo attraverso una suddivisione del territorio cittadino in aree individuate secondo predeterminati criteri tecnici e logistici, al fine di porre a gara il suddetto servizio in alcune di queste, mantenendo invece l’operatore in house nel resto del territorio cittadino, almeno in una prima fase”. In sostanza il Comune viene invitato a suddividere il territorio in aree per gara con affidamento del servizio di pulizia per lotti per un periodo limitato durante il quale i risultati del servizio a cura della gestione privata sono monitorati e confrontati con i parametri di qualità erogata da AMA. Sulla base della comparazione il Comune si riserva una possibile estensione delle zone messe a gara. Il modello organizzativo della “concorrenza per confronto” tra gestore pubblico e privato incentiva l’operatore in-house a migliorare le proprie performance attraverso il continuo paragone tra gli operatori.
Questo modello di esternalizzazione circoscritta potrebbe suonare quasi come una spinta sovversiva alla logica difensiva di un’Amministrazione che non antepone efficienza e trasparenza nel perseguimento dell’interesse collettivo. Ebbene, sorpresa, l’esortazione dell’Antitrust riprende molto più banalmente un principio approvato dalla stessa Assemblea Capitolina undici anni fa, nella stessa delibera di affidamento del servizio ad AMA (n.52/2015). È espressamente previsto al punto 4 che in caso di gestione insoddisfacente risultante dai primi tre report trimestrali su qualità erogata e qualità percepita, si procederebbe ad esternalizzare il servizio di spazzamento, in via sperimentale per la durata di due anni, limitatamente ad alcune aree del territorio della città di Roma, garantendo comunque la salvaguardia dei livelli occupazionali di AMA, con possibilità di successiva conferma e/o estensione in base ai risultati del monitoraggio.
Eppure, nonostante i risultati certamente non entusiasmanti della gestione diretta, la misura correttiva non è mai stata presa in considerazione nonostante la sua fattibilità tecnica ed economica. L’Antitrust ricorda anche che capitali come Madrid e Parigi hanno – seppure con modalità e termini diversi- adottato modelli gestionali ibridi pubblico-privato sia per i servizi di spazzamento che per quelli di raccolta dei rifiuti. Il vigente affidamento del servizio all’AMA ha una durata di 15 anni e scadrà al 2029.
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