Il giudice per le indagini preliminari ha ammesso tutte le richieste di costituzione di parte civile presentate dalle 18 fra organizzazioni e migranti oggi nell’udienza preliminare Open Arms che si è aperta oggi nell’aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo, in cui è indagato Matteo Salvini per sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio. 

L’ex ministro è giunto nell’aula verde accompagnato dal suo legale, l’avvocatessa Giulia Bongiorno, mentre fuori ad attenderlo c’erano le proteste delle associazioni del movimento antirazzista, con cartelli e slogan: “Processo all’odio“.

L’udienza è presieduta dal gup Lorenzo Jannelli. L’accusa è rappresentata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Marzia Sabella e dal sostituto Calogero Ferrara. Modificato anche il capo d’imputazione per quanto riguarda il numero di migranti, che passano da 107 a 147.

Oltre a sette migranti bloccati per settimane a bordo del rimorchiatore, ammesse l’Arci, il Ciss, Legambiente, Giuristi democratici, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Mediterranea, Accoglie Rete, il comandante della nave Oscar Camps e il capo missione di Open Arms Ana Isabel Montes Nier.

Su Twitter la ong ha ribadito le accuse all’ex ministro dell’Interno: “151 persone, 21 giorni di attesa, 40 persone evacuate per fragilità fisiche e psichiche. Un rapporto dettagliato di Emergency su condizioni psicologiche a bordo. Qualcuno deve rispondere di tutto questo, ci auguriamo che sia fatta giustizia“.

LA DIFESA DI SALVINI – Il gup Lorenzo Jannelli ha ammesso la produzione documentale richiesta dalla difesa di Matteo Salvini. Tra questi atti anche le mail scambiate tra Salvini e il premier Conte, lettere che supporterebbero quindi la tesi difensiva secondo cui le le azioni dell’ex ministro sarebbero state condivise e frutto di una azione collegiale nell’esecutivo.

Uscendo nel cortile dell’aula bunker di Palermo, Salvini ha spiegato ai giornalisti quanto ha riferito nell’udienza: “La nave Open Arms poteva accogliere un massimo di 20 persone e ne soccorse in mare 160, il capitano disse no a Malta che offriva un porto e disse no per ben 2 volte alla Spagna che proponeva la stessa soluzione. Ora io sono qui a rischiare un processo per aver difeso i confini italiani, salvato vite umane e rispettato le regole”.

RINVIO AL 20 MARZO – Il proseguimento dell’udienza preliminare nei confronti di Salvini, dopo tre ore di confronto in aula, è stato rinviato al 20 marzo prossimo dal gup Jannelli. Sarà invece conferito il 14 gennaio l’incarico per la traduzione degli atti prodotti.

Napoletano, classe 1987, laureato in Lettere: vive di politica e basket.