Il Senato ha consegnato Salvini ai Pm. Sarà processato. L’accusa è terribile: sequestro di persona. Massimo della pena 15 anni di prigione. Hanno votato a favore del processo tutti i senatori della maggioranza, compresi i renziani. I renziani sono stati decisivi. Senza di loro non ci sarebbe stata l’autorizzazione. Hanno votato contro tutti i senatori del centrodestra. È stato un voto assolutamente politico, contava pochissimo il merito della questione. Contava che da una parte c’era Salvini, che ovviamente avrebbe voluto evitare il processo, e il centrodestra è stato solidale con lui, dall’altra parte i 5 Stelle che gliel’avevano giurata. I 5 Stelle un anno fa votarono a favore di Salvini, in circostanze praticamente identiche, ma in quel caso stavano in maggioranza insieme. I 5 Stelle, del resto, non si sono mai opposti al blocco dei porti decretato da Salvini. Poi, magari, si sono pentiti, chissà. Non tanto, però, perché i decreti sicurezza, fiori all’occhiello del leader leghista, non li hanno neppure sfiorati.

L’ondeggiare dei 5 Stelle è la riprova che in questi voti c’entrano poco le idee e molto – molto molto – le convenienze politiche. Stavolta sono stati il Pd e i renziani a piegarsi al volere dei 5 Stelle, per la semplicissima ragione che se avessero votato per Salvini si sarebbe squagliata la maggioranza. I 5 Stelle non avrebbero potuto sopportare l’affronto. E così Matteo Renzi, che ha tenuto in Senato un discorso molto bello, liberale, fortemente garantista per difendere l’autonomia della politica e per criticare lo strapotere della magistratura e per chiedere che sia posto un freno a questo strapotere, poi ha concluso annunciando che il suo gruppo avrebbe votato a favore della richiesta dei magistrati di processare Salvini. Cioè ha dato il via libera all’incursione dei magistrati nella politica. E alla loro volontà, abbastanza palese, di “catturare” uno dei leader più esposti della politica italiana. I renziani in Senato sono molti: 18. La votazione è stata combattuta: i 5 Stelle e la maggioranza hanno vinto per 149 a 141. Se i renziani avesse reso il loro voto una conseguenza logica dell’intervento di Renzi, Salvini si sarebbe salvato e i Pm sarebbero stati sconfitti. Ma in politica le conseguenze logiche solo di rado hanno cittadinanza.

La questione era questa. Alla fine di agosto del 2020 il ministro dell’Interno Salvini bloccò per 19 giorni una nave spagnola, la “Open Arms”, che aveva soccorso 160 naufraghi stranieri e li aveva portati al largo di Lampedusa. Non era la prima volta che si comportava così. Il tribunale dei ministri ha chiesto al Senato di procedere contro salvini per sequestro di persona. Salvini e Meloni (Meloni non in Senato) hanno reagito allo scacco in Parlamento con discorsi feroci. Il coltello tra i denti. Più contro i poveri migranti che contro i colleghi senatori. Hanno gridato all’invasione, alla difesa della sicurezza nazionale, al rischio di finire sotto il tallone delle truppe del generale Radetzky! Salvini ha detto che la Open Arms era una nave pirata. Ha detto che i tifosi dei porti hanno le mani sporche di sangue. Sono frasi che cito testualmente. Davvero portano la polemica molto in basso. La trascinano nel fango. Chi sarebbero i tifosi dei porti aperti? Poche decine di persone, nel mondo politico. Quasi nessuno tra gli intellettuali. E poi, soprattutto, il papa. Bergoglio ha le mani insanguinate? I soccorritori della Open Arms sono dei pirati? A voi risulta che abbiano depredato qualcuno? Oppure risulta che i corsari girassero per i mari a salvare i naufraghi?

Ma il livello davvero mediocre della polemica del leader della Lega non cambia niente ai termini della discussione che era aperta ieri in aula. Non era in discussione una linea politica. Non si contrapponeva chi pensa che salvare i naufraghi sia una cosa buona e sia una cosa buona anche evitare che siano torturati e sterminati in Libia, e chi invece pensa che l’immigrazione clandestina deve essere bloccata a qualunque costo. Era in discussione un principio. Che si può riassumere in questa domanda: le scelte politiche e di governo avvengono dentro un quadro di autonomia della politica, o invece sono subordinate alla magistratura? Ho sentito qualche anno fa, nel corso del processo di Palermo, un Pm che chiedeva a Ciriaco De Mita (uno dei giganti della Prima Repubblica): mi spieghi perché lei ha preferito Mancino a Scotti nella scelta del ministro degli interni. E purtroppo non ho sentito nessuno che gli rispondesse: signor Pubblico ministero,perché non si fa i cazzi suoi…È così. I Pm oggi vogliono il potere assoluto. Vogliono sindacare sulla scelta dei ministri. Sulle strategie. Sulle leggi. E la politica, tremante, piano piano glielo concede.

Renzi, per spiegare il voto del suo partito, ha detto: “non siamo qui per stabilire se ci sia o no un reato ma per stabilire se la scelta di bloccare la nave fosse dovuta a interesse pubblico e a motivi di sicurezza”. Renzi ha risposto no a questa domanda, e perciò ha dato l’autorizzazione. Ma possibile che non si sia accorto che la sua risposta (no) è legittimissima ed è una risposta politica uguale e contraria a quella di chi alla stessa domanda risponde sì? È ovvio che la scelta era una scelta politica. E che se non c’è nessun reato nella scelta, perchè è legittima scelta politica, è chiaro che c’è una persecuzione in atto. Persecuzione di uno dei più grossolani reazionari della storia recente d’Italia? Si. Ma se sono liberale difendo tutti. Anche i più grossolani reazionari. È così difficile da capire?