Incendio nell’ospedale San Giorgio di San Pietroburgo, in Russia. Le fiamme si sono sviluppate nel reparto di terapia intensiva nel reparto Covid dell’ospedale. Cinque pazienti sono morti a causa dell’inalazione di monossido di carbonio e delle sostanze derivate dalla combustione di plastica. A causare l’incendio il sovraccarico di un ventilatore per la respirazione artificiale, che stava lavorando oltre il massimo della sua potenza. Gli inquirenti hanno aperto un’indagine per “omicidio di due o più persone dovuto a negligenza”. Un episodio simile si era verificato pochi giorni a Mosca, capitale della Russia, dove un incendio in un ospedale aveva causato un decesso.

Ieri le autorità sanitarie avevano fatto sapere che nelle ultime 24 ore si era registrato un incremento di 11.656 positivi al Covid, per un totale di 221.344 contagiati. E comunque il presidente Vladimir Putin ha annunciato la fine del lockdown. “Per troppi russi la qualità della vita di sé e dei propri cari dipende dal lavoro e così con oggi la quarantena è terminata, pur nel rispetto delle misure di sicurezza”, aveva annunciato Putin facendo notare che il numero dei disoccupati nel Paese è raddoppiato nel giro di un mese. Resta fuori dalla fine delle restrizioni solo Mosca, che terrà chiuso a fine mese il settore commerciale mentre da lunedì 18 ripartiranno i cantieri.

Destano diversi dubbi i dati sui morti nel Paese. Moscow Times ha fatto sapere che il numero dei morti per il mese di aprile è stato superiore di 1.855 persone, il triplo dei decessi registrati ufficialmente per Covid-19 nello stesso mese. Novaya Gazeta ritiene che il bilancio delle vittime potrebbe essere assai più altodi quanto riportato ufficialmente. Secondo i dati della Johns Hopkins University la Russia è il quarto Paese per contagi, 221.344, e 2.009 decessi.

Redazione