Stop and go. Il bastone e la carota. La magistratura da tempo è consapevole di poter aumentare il potere della categoria e anche quello del singolo magistrato sia facendo le indagini che non facendole. A seconda delle convenienze e delle opportunità con tanti saluti al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale tanto celebrato nei convegni e nei comunicati stampa. Bisogna raccontare di nuovo la storia di Expo, della moratoria sulle indagini per approdare a uno “strano” incidente stradale con un morto e senza alcol test e test antidroga, una storia da nomenklatura moscovita sulla quale i giornaloni oni-oni scelsero di autocensurarsi.

Beppe Sala il sindaco di Milano, pronto a ricandidarsi e a essere confermato come primo cittadino per mancanza di avversari decenti al di là dell’alleanza con i Verdi europei che in Italia e in città non esistono, fu uno dei principali beneficiari della moratoria decisa dalla mitica procura che fu di Mani pulite per salvare l’evento. Senza fare gara pubblica, Sala deus ex machina di Expo affidò la ristorazione di due padiglioni a Eatitaly di Oscar Farinetti senza che in un primo momento nessuno dicesse niente. Poi l’anomalia chiamiamola così fu segnalata dall’Anac all’epoca diretta da Raffaele Cantone.

Sala venne indagato per abuso d’ufficio e non fu mai interrogato fino alla richiesta di archiviazione. Così ebbe modo di candidarsi a sindaco e di essere eletto nonostante il gigantesco conflitto di interessi tra amministratore di Expo e Comune di Milano che qualcosa da spartire con l’evento l’aveva. La procura nella richiesta di archiviazione ammetteva che di fatto Sala aveva favorito Farinetti ma senza averne l’intenzione. Insomma una sorta di “a sua insaputa” di scajolana memoria. L’accusa di abuso d’ufficio venne archiviata dal gip. Il giudice che firmò il provvedimento era stato tra i vertici del Tribunale che sui fondi di Expo giustizia avevano deciso di non fare gare pubbliche per l’affidamento dei fondi, ricorrendo ad aziende «in rapporti di consuetudine con la pubblica amministrazione». Una di queste aziende aveva sede nel paradiso fiscale del Delaware e ancora oggi non sappiamo a chi appartenesse. Ma possiamo affermare tranquillamente che la società non era di Silvio Berlusconi.

Insomma Sala fu salvato anche perché aveva assunto la stessa iniziativa dei giudici, oltre che per non far saltare del tutto l’evento. Sui fondi di Expo giustizia nacque un fascicolo di indagine che per il sospetto fossero coinvolti dei giudici in servizio a Milano fece il giro di diverse procure, Brescia, Venezia, Trento. E qui venne tutto archiviato senza neanche iscrizioni al registro degli indagati e interrogatori perché cane non mangia cane. Qui tornano in mente le parole dell’allora premier Matteo Renzi che per ben due volte ringraziò la procura che aveva dimostrato senso di responsabilità istituzionale. Per aver falsificato la data della sostituzione di due componenti di una commissione aggiudicatrice Sala venne indagato solo perché era intervenuta la procura generale della Repubblica avocando l’inchiesta. La procura aveva fatto finta di niente. Alla fine il sindaco è stato condannato sia in primo grado sia in appello a sei mesi mutuati in una sanzione pecuniaria. Nel frattempo scattava la prescrizione alla quale il primo cittadino non ha legittimamente rinunciato. A nessun imputato si può chiedere né tantomeno imporre di farlo. È un principio di civiltà.

In tutta questa storia non possiamo non ricordare che la giunta Sala designò a capo dei vigili urbani Marco Ciacci fino ad allora capo della polizia giudiziaria. Ciacci una sera dell’ottobre di tre anni fa piomba letteralmente sul luogo di un incidente stradale dove era stato investito, morendo, un medico. Responsabile dell’investimento con il proprio ciclomotore era stata Alice Nobili figlia dei due procuratori aggiunti Ilda Boccassini e Alberto Nobili. Come detto all’inizio niente alcol test né test antidroga. Risarcendo il danno (la somma sicuramente congrua è coperta legittimamente da clausola di riservatezza) la ragazza è stata condannata tramite patteggiamento a nove mesi per omicidio colposo. I giornali e le agenzie di stampa non diedero neanche la notizia della condanna. Pensate a cosa avrebbero e non avrebbero scritto nel caso in cui Piersilvio Berlusconi avesse tirato sotto un pedone. Ci pensò un povero blog, poi qualche quotidiano minore tornò sulla vicenda. Adesso grazie alla trasmissione delle Iene si ritorna a parlare della nomina di Ciacci. Sarebbe cosa buona e giusta che si riparlasse pure di Expo, celebrato come una sorta di miracolo economico ma di cui non conosciamo ancora i conti.

Nonostante ciò i giudici per la storia del falso hanno riconosciuto a Sala l’attenuante di aver agito per motivi di particolare valore morale e sociale. Quel falso materiale e ideologico nella vicenda intricata e coperta da moratoria di Expo sarà sicuramente una quisquilia ma siamo sicuri spetti ai giudici affermare che l’evento fu un fatto tutto sommato positivo? Forse sì forse no. Aspettiamo i conti, la pipì fuori dal vaso non va bene mai soprattutto se fatta dai giudici chiamati a condannare o assolvere. E basta.