Tra il 1945 e il 2019 sono almeno 497 le persone vittime di violenza sessuale da parte del clero dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga. È questo il risultato di un rapporto commissionato dalla diocesi tedesca allo studio legale Westpfahl Spilker Wastl e reso noto quest’oggi dai media teutonici.

Il dossier era stato commissionato dall’arcidiocesi nel febbraio 2020 ma verrà commentato ufficialmente soltanto il prossimo 27 gennaio.

Secondo gli esperti che hanno lavorato al rapporto 247 vittime sono maschi e 182 femmine: il 60% dei ragazzi colpiti aveva tra gli otto e i 14 anni. Le persone coinvolte negli abusi sessuali come artefici sono almeno 235, fra cui 173 preti, 9 diaconi, 5 referenti pastorali, 48 persone dell’ambito scolastico.

Ma la notizia che più ha fatto scalpore è quella di un presunto coinvolgimento Joseph Ratzinger, vescovo dal 1977 al 1982, poi diventato Pontefice nel 205 come Papa Benedetto XVI fino alle clamorose dimissioni del 2013, restando poi ‘Papa emerito’.

Ratzinger viene accusato in particolare di comportamenti erronei e lacunosi in almeno in quattro casi durante il periodo in cui era vescovo dell’arcidiocesi di Monaco e Frisinga: il futuro Pontefice non avrebbe fatto nulla contro i religiosi accusati di abusi. Accuse negate dal Papa emerito, oggi 94enne, che ha smentito “rigorosamente” la sua responsabilità.

Ratzinger era informato dei fatti. La Chiesa non ha fatto nulla», ha detto l’avvocato Martin Pusch in una conferenza stampa a Monaco di Baviera. Il Papa emerito “sostiene che non sapeva di certi fatti, anche se noi crediamo che non sia così, secondo quello che sappiamo”, ha ribadito il legale.

Già la scorsa settimana Ratzinger, che dopo la rinuncia vive nel monastero ‘Mater Ecclesiae’ in Vaticano, era stato accusato in una inchiesta pubblicata dal giornale tedesco Die Zeit: il quotidiano aveva pubblicato un decreto extragiudiziale del tribunale ecclesiastico del 2016 nel quale si accusa Ratzinger di non aver fermato l’operato di un prete, accusato di 23 casi di abusi sessuali su minori tra gli 8 e i 16 anni commessi tra il 1973 e il 1996.

Anche in questo caso il Papa emerito, tramite il suo segretario particolare Georg Gänswein, aveva seccamente smentito di esser stato a conoscenza degli abusi commessi da “padre Peter H.”.

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