Donald Trump sempre più sotto scacco. Neanche il tempo di smaltire la rabbia per le pesanti accuse di John Bolton, suo ex alleato, ed ecco arrivare un nuovo sonoro schiaffo dalla Corte Suprema: no al giro di vite sui Dreamers, gli immigrati irregolari entrati negli Usa da bambini e protetti da un programma federale varato da Barack Obama. Vengono bloccati quindi i tentativi di porre fine alle norme che riparano dal rischio di rimpatrio circa 700 mila persone, quelle che già godono di un permesso di lavoro regolare. Ad esultare non è solo l’ex presidente, che per un volta non vede rottamata una parte fondamentale della sua eredità politica, ma sono tutti gli oltre 1,3 milioni di irregolari che aspirano ad entrare nel Daca (Deferred Action for Childhood Arrivals) e che ora vedono una luce in fondo al tunnel, festeggiando quello che è stato ribattezzato il Dreamers Day.

Solo alcuni giorni fa era stato il popolo arcobaleno a fare festa e a ringraziare l’Alta Corte per aver riconosciuto il diritto della comunità Lgbtq a non essere discriminata sul lavoro. Due sconfitte nel giro di pochissimo tempo molto difficili da digerire per il tycoon, che dopo aver rafforzato con due nomine l’ala conservatrice dei giudici costituzionali pensava di avere il massimo organo giudiziario quasi in pugno. Invece ancora una volta il presidente John Roberts, scelto a suo tempo da George W. Bush, si è schierato con i colleghi dell’ala liberal, confermandosi sempre più ago della bilancia.

Un problema non da poco per il presidente, che sa bene come all’orizzonte ci siano altre decisioni della Corte cruciali per le sue chance di vittoria alle presidenziali di novembre: quella sulla libertà di possedere armi sancita dal secondo emendamento della costituzione Usa e quella sulle dichiarazioni fiscali mai svelate dal tycoon. Per questo l’ira di Trump è irrefrenabile: «Queste decisioni orribili e politicamente motivate che arrivano dalla Corte Suprema sono fucilate in faccia alle persone che sono orgogliose di chiamarsi repubblicani o conservatori». Si dice “felice” invece Obama, che invita gli americani a eleggere Joe Biden e un Congresso democratico «che faccia il suo lavoro, protegga i Dreamers e crei una volta per tutte un sistema davvero meritevole di questa nazione di immigrati».

Anche il candidato dem alla Casa Bianca parla di “vittoria”e promette di trasformare la legislazione sui Dreamers in un programma permanente. Prima Biden aveva sparato a zero sul tycoon per le rivelazioni di Bolton, secondo cui Trump avrebbe chiesto aiuto alla Cina per il bis: «Abbiamo appreso dall’ex consigliere per la Sicurezza nazionale che il presidente Trump ha svenduto gli americani per tutelare il suo futuro politico. Non è solo moralmente ripugnante, è una violazione del sacro dovere di proteggere gli interessi americani»