Ad accendere Napoli-Juventus, ormai a fine gara, a risultato acquisito, a palla ormai ferma, le scintille tra Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri. Il primo va a cercarlo, a salutarlo: ha appena vinto 2 a 1, si è preso il Diego Armando Maradona, ha messo a meno 8 in classifica i bianconeri. E il secondo lo redarguisce, lo riprende, gli fa il cazziatone. Spalletti resta di sasso, replica e si sfoga in conferenza stampa, imbeccato dai giornalisti. “Ho sempre perso, cazzo. Una volta che vinco mi fai la morale?”. È finita così Napoli-Juventus, ed è forse cominciato così un faccia a faccia che potrebbe durare per tutta la stagione. Renzo Ulivieri, Presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, aveva sintetizzato così il rapporto tra i due: “Hanno entrambi la cazzimma al massimo”. Ecco, appunto.

Il Napoli si è imposto due a uno. Gli Azzurri hanno vinto in rimonta. Una vittoria da attribuire alla “saggezza” della squadra, ha detto Spalletti in conferenza, che non si è disunita, non si è spaccata dopo il vantaggio della Juventus. Certo il primo tempo i bianconeri avrebbero potuto mettere a segno almeno un’altra rete, dopo l’intervallo il Napoli però tornava in campo con ancora più voglia di imporsi. E ci riusciva. Politano e Koulibaly hanno ribaltato tutto.

Anche un festival degli errori, questa partita tiratissima durante la quale gli juventini sono apparsi meno brillanti dal punto di vista fisico. Manolas ha regalato il vantaggio a Morata. Il portiere bianconero Szczesny ha respinto debolmente un debole “tiraggiro” di Lorenzo Insigne favorendo il tap-in comunque lesto di Matteo Politano. All’84esimo il pasticcio totale della difesa juventina: corner, l’attaccante appena entrato Moise Kean appoggia da vicinissimo verso il portiere una palla velenosa, Szczesny smanaccia come può e debolmente, Koulibaly si avventa e insacca a meno di un metro dalla linea di porta. Festa per il Napoli al Diego Armando Maradona, il difensore senegalese strappa la macchina fotografica di un reporter e immortala la curva B in festa. E quindi le scintille.

A fine partita Spalletti sarebbe andato a salutare Allegri, che però gli avrebbe risposto in malo modo: lo accusa di aver pressato l’arbitro durante tutta la gara. “Ti devi vergognare – il virgolettato dello juventino riportato da Il Corriere della Sera – hai protestato tutta la partita”. Partita tirata, dura, per larghi tratti avvincente, ma sempre corretta e correttamente arbitrata. E Spalletti si infuria. È venuto tutto fuori in conferenza stampa. “Maremma impestata. Faccio casino con l’arbitro io? È una cosa che non si può sopportare … Questa roba – ha detto Spalletti – non si può sopportare, ditemi quando l’avrei fatto perché veramente non si può sopportare. Non me l’aspettavo”.

“Lo volevo salutare, sono andato a rincorrerlo nello spogliatoio all’inizio e alla fine del match. Sono andato verso di lui in panchina, poi alla fine è andato via senza salutarmi”. Il giornalista dice a Spalletti che durante la partita, dalla tribuna, sono state notate delle frizioni con l’altro tecnico. “Nessuna frizione, ti è sembrato male – dice Spalletti – Zero frizioni. Non gli ho detto niente, mai”. E la chiusa: “Ho sempre perso, cazzo. Una volta che vinco mi vieni a fare la morale?” – anche se contro Allegri, Spalletti ha vinto due volte, due pareggi, quattro sconfitte.

Nessun cenno in sala stampa invece da parte di Max Allegri. C’è amicizia tra i due, come hanno detto loro stessi, ma anche rivalità. Com’è giusto che sia. Entrambi toscani, di Certaldo il napoletano, di Livorno lo juventino. Entrambi ex centrocampisti. “Luciano come allenatore non si discute, ma a volte è anche bravo a fare l’attore”, disse qualche anno fa Allegri del collega. “Dice così perché non mi ha mai ascoltato cantare, quando ci vediamo glielo faccio sentire”, replicava Spalletti.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.