Si alzano i toni dello scontro sullo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil, senza la Cisl, per il 16 dicembre. Sulla manifestazione è infatti intervenuta la commissione di garanzia presieduta da Giuseppe Santoro Passarelli: uno sciopero che non rispetta “il periodo di franchigia” dei servizi postali perché troppo vicino alla scadenza del pagamento dell’Imu, e viola la regola della rarefazione oggettiva essendo già state convocate mobilitazioni di singoli settori.

Risultato? Sciopero confermato perché l’ostacolo non basta a fermare i due sindacati: la mossa di Cgil e Uil è stata infatti quella di escludere i settori interessati dal richiamo dalla protesta di piazza, facendo così seguito alla richiesta del garante di riformulare la data entro cinque giorni. 

Lo sciopero generale resta quindi ampiamente confermato, garantendo “il pieno rispetto delle norme che regolamentano il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali”.

Sullo sfondo resta poi lo scontro politico in atto tra sindacati e maggioranza di governo. Ieri, giovedì 9 dicembre, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto che libera altre risorse per circa un miliardo contro il caro bollette, tema caro al sindacato, che però evidentemente non è bastato a far ripensare Cgil e Uil.

Un messaggio a Landini è arrivato dalla ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, che ha parlato ieri di “sforzo senza precedenti” che migliora ulteriormente la manovra e che per questo “è ancora più difficile comprendere le ragioni dello sciopero”, chiedendo che “senso di responsabilità e la ragionevolezza prevalgano”.

Parole che dalle parti della Cgil non hanno fatto breccia. Landini ha spiegato che “proprio perché la manovra è espansiva dopo tanti anni grazie al lavoro e alla ripresa c’è bisogno che vada verso chi ha bisogno”. Obiettivo, ha spiegato il leader del principale sindacato italiano al Tg3, è di “aumentare la busta paga per i salari fino a 25mila-30mila euro, cancellare la precarietà e introdurre un nuovo contratto di inserimento al lavoro che sia stabile e poi c’è bisogno di una riforma delle pensioni vera”. 

Noi stiamo portando avanti le richieste che unitariamente abbiamo avanzato al governo – rivendica Landini – siccome queste cose nelle proposte che il governo sta avanzando al parlamento non ci sono, stiamo mobilitandoci per fare in modo che quegli obiettivi vengano portati a casa

Uno sciopero che, ha ribadito Landini, non è contro Draghi, “una persona perbene” che “aveva capito il malessere”, come evidente con la proposta di mediazione sul contributo di solidarietà sopra i 75mila euro respinta dai partiti, ma proprio questi “non si stanno rendendo conto, e lo dico con giustificato motivo, della reale situazione sociale delle persone nel nostro Paese”.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia