Una battaglia in carcere, uno scontro vero e proprio. Almeno 30 i detenuti morti, 47 i feriti dal fuoco incrociato che si è verificato nella prigione penitenziaria del Litoral di Guayaquil, Ecuador. L’ennesimo episodio di violenza in un Paese dove gli Istituti penitenziari vivono un dramma irrisolto nonostante i 75 milioni di dollari che il governo ha investito nelle carceri per migliorare le infrastrutture e la tecnologia. Il Servizio di Attenzione per Persone Private della Libertà (SNAI) ha dichiarato uno stato di emergenza per tutto il settore. A Guayaquil intanto è andato in scena una vera e propria battaglia, fuoco incrociato tra bande criminali, una guerriglia in carcere durata almeno cinque ore.

La violenza è esplosa per un compleanno, secondo la ricostruzione del media Primicias. Il compleanno di Victor, leader dei Los Choneros, festeggiato nella notte del 24 settembre, ha provocato la rabbia dei clan dei Los Lobos e dei Tiguerones. È scoppiata così la guerra tra bande nel reparto di massima sicurezza del carcere. Festeggiando uno dei loro capi i Choneros avrebbero mandato il messaggio: siamo a comandare qui. I leader di Lobos e Tiguerones stavano per essere trasferiti in altre carceri. E non l’hanno presa bene. Quindi l’attacco è stato organizzato nel fine settimane ed è partito intorno alle 9:15 di martedì 28 settembre. Sotto il fuoco i padiglioni 8 e 9 per “eliminare i capi dei Los Choneros, prendere il controllo del carcere ed evitare che i suoi leader uscissero dai padiglioni”.

Un gruppo dei Tiguerones ha attaccato anche i padiglioni 1 e 3, di massima sicurezza, decapitando cinque persone. Lo stesso commando si è poi diretto al settore 5 uccidendo 19 detenuti e lanciando una granata e sparando contro i sopravvissuti. I Choneros hanno risposto al fuoco. Circa 400 poliziotti hanno circondato il carcere dall’esterno per evitare che, approfittando del caos, si verificasse una fuga in massa di detenuti. Successivamente sul posto sono arrivate sul posto le unità specializzate dei gruppi di Operación y Rescate (GOE), di Intervención y Rescate (GIR) e l’Especial Móvil Antinarcóticos (GEMA).

Un massacro senza precedenti a febbraio 2021 in quattro diverse carceri del Paese causò almeno 79 morti: 21 A Guayaquil e il resto tra Turi, Cuenca, Lacatunga e Cotopaxi. Anche dietro quegli scontri c’erano le “organizzazioni criminali” come disse il Presidente Lenin Moreno – cui è succeduto alla carica Guillermo Lasso, dopo il secondo turno dell’11 aprile 2021. A Guayaquil un altra rivota si era verificata lo scorso luglio. Tra le cause degli atti violenti nelle carceri anche il drammatico sovraffollamento degli Istituti: in Ecuador sono circa 40mila i detenuti per una capienza di circa 28mila posti.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.