Napoli torna a tremare. È stata avvertita in mattinata, poco prima di mezzogiorno e mezza, una nuova scossa, soprattutto nell’area Est della città. Il sisma arriva a poco più di 24 ore da un’altra scossa, con epicentro a 5 chilometri da Pozzuoli, che aveva spaventato i napoletani. L’attività sismica nella città è stata particolarmente vivace negli ultimi mesi. La scossa di stamane tuttavia non è stata ancora localizzata dagli istituti di ricerca e potrebbe essere dovuta alla fortissima scossa che ha colpito la Croazia alle 12:19 di magnitudo di 6.4. Secondo l’Ingv, infatti, e le testimoianze sui social network, il terremoto che ha colpito a pochi chilometri da Zagabria è stato anche avvertito in tutta Italia.

Francesca Bianco, Direttore dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV, aveva commentato così l’evento sismico di ieri: “L’attività vulcanica dei Campi Flegrei è costantemente monitorata dalle reti di monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano, in accordo con il Dipartimento della Protezione Civile. I parametri geofisici e geochimici analizzati indicano il perdurare dei trend registrati dei mesi precedenti. Allo stato attuale non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni del sistema a breve termine, fermo restando che una eventuale variazione dei parametri monitorati (sismologici, geochimici e delle deformazioni del suolo) può comportare una diversa evoluzione degli scenari di pericolosità”.

L’area aveva fatto già registrare attività sismica durante il mese di dicembre. Una scossa era stata avvertita intorno alle 20:30 del 2 dicembre nell’area dei Campi Flegrei, e quindi tra i quartieri di Pianura e Fuorigrotta e la frazione di Agnano, Bagnoli e il comune di Pozzuoli. L’epicentro anche in quel caso a pochi chilometri da Pozzuoli, a due chilometri di profondità. Magnitudo 1,8. Altra notte di paura quella dello scorso 20 dicembre, ancora scosse nella zona dei Campi Flegrei. L’attività è cominciata con una scossa di 2.1 gradi. Se ne sono riverberate altre due. La seconda di 2.3 gradi quella più forte, a una profondità di 1.7 chilometri. La terza scossa era stata localizzata nell’area tra la Solfatara e Via Napoli.

Redazione