Investire sugli ambienti scolastici, metterli in sicurezza e realizzare “più laboratori” e “aule in grado di adattarsi a diverse esigenze“. Poi “permettere ai ragazzi di tutto il Paese di avere le stesse opportunità per combattere la dispersione“, aumentando i nidi.

E’ questo, in sintesi, il programma del ministro all’Istruzione Patrizio Bianchi presentato in un’intervista a Repubblica.

“Mai tanti soldi per la scuola”

Il ministro Bianchi, che di solito a questo punto dell’anno è il destinatario delle proteste, rivendica solo successi: “Non ci sono mai stati tanti soldi per la scuola“.

Interpellato su come si spenderanno i 17,59 miliardi nel Pnrr, risponde: “Nuove scuole e riqualificazione di quelle esistenti“, grazie all’apertura di bandi per i primi cinque miliardi di euro.

La spinta, afferma Bianchi, partirà da Comuni e Province con il supporto di Cassa depositi e prestiti e Agenzia per la coesione. “Abbiamo l’occasione di superare il concetto di aule, corridoi lunghissimi e porte chiuse per puntare su laboratori, palestre e mense“, ha detto il titolare dell’Istruzione.

E nel tracciare il lungo anno scolastico segnato dalla pandemia di coronavirus e dalla Dad, il ministro conferma di aver vinto una partita cruciale: quella della fiducia. “Abbiamo avuto fiducia nel riaprire le scuole e che la scuola avrebbe superato la pandemia, inventando in alcuni casi una didattica nuova. E la scuola ha vinto“.

Ma se all’orizzonte Bianchi non scorge minacce di proteste e cortei studenteschi, non chiude comunque le porte a un dialogo con i più giovani. Poi il riferimento a quello che Greta Thunberg ha detto qualche settimana fa a Milano: “Anche il bla-bla-bla a volte serve per conoscersi e costruire cose nuove“.

“Opportunità per tutti”

Il ministro dell’Istruzione parte da un dato: per il 72 per cento la scuola è il primo problema da affrontare per il futuro dell’Italia.

Perchè durante la pandemia ci siamo accorti di quanto ci è mancata; siamo tornati ad apprezzare l’idea che la scuola è il pilastro delle nostre comunità, il posto dove non solo si apprendono le varie discipline, ma si impara a vivere insieme“.

Le risorse, secondo Bianchi, devono essere destinate anche per il coinvolgimento di tutti gli studenti. Bisogna quindi modificare la didattica con l’introduzione di più laboratori, al fine di “permettere ai ragazzi di tutto il Paese di avere le stesse opportunità per combattere la dispersione che colpisce soprattutto il Sud“, ha concluso Bianchi.