Dopo la Regione Campania, che ha imposto la chiusura delle scuole elementari e medie per il mese di gennaio – tentativo poi bocciato dal Tar – è il turno della Sicilia. Niente scuola in presenza nei Comuni siciliani fino al 16 gennaio. Per fronteggiare la pandemia di Covid-19, gli istituti di ogni ordine e grado di Palermo rimarranno chiusi fino a domenica. L’ordinanza è stata firmata dal sindaco del capoluogo siciliano Leoluca Orlando. Un provvedimento analogo è stato adottato anche dai sindaci delle altre due città metropolitane: Catania, con Salvo Pogliese, e Messina, con Cateno De Luca. “L’ordinanza deriva dal principale obiettivo di garantire il rientro a scuola in presenza e in condizioni di adeguata sicurezza”, ha detto Orlando.

La decisione è stata presa nel pomeriggio, durante una riunione convocata di urgenza dall’Anci Sicilia durante la quale è emerso l’orientamento dei sindaci siciliani che ritengono di essere costretti a chiudere temporaneamente le scuole, ferme restando le competenze dell’autorità scolastica con riferimento alle modalità di svolgimento delle attività didattiche. Per l’Anci Sicilia c’è l’esistenza di un pericolo concreto ed è quindi necessaria la “sospensione delle attività in presenza nelle scuole”.

I sindaci hanno preso atto che “i tre giorni di prosecuzione delle vacanze natalizie non hanno modificato la crescita quotidiana dei nuovi contagi, la tenuta delle strutture sanitarie e ospedaliere e della medicina sul territorio né registrato un adeguato e proporzionato aumento dei vaccinati”.

E l’Anci punta il dito poi contro la Regione Sicilia per non aver modificato ulteriormente il calendario scolastico confermando la riapertura delle scuole a partire dal 13 gennaio. A sollecitare l’azione dell’Anci è anche il nulla di fatto a cui è giunta la Conferenza delle Regioni, che non ha preso alcuna decisione, “né approvato alcun documento sulla ripresa dell’attività didattica nelle scuole o sui criteri delle ordinanze”, ha detto il vicepresidente della Conferenza delle Regioni, Michele Emiliano, che oggi ha presieduto la riunione.

Il sindaco di Palermo ritiene necessaria la decisione adottata. Ad oggi, secondo i dati diffusi, si è registrato un allarmante e quotidiano incremento dei palermitani risultati positivi al Covid-19, con una preoccupante saturazione dei posti disponibili presso le strutture sanitarie, anche con riferimento al numero dei vaccinati. Come si legge nella nota del primo cittadino palermitano, “a questo, inoltre, non corrisponde la concreta possibilità di effettuare gratuitamente i test antigenici rapidi per la popolazione scolastica, anche alla prima comparsa dei sintomi”.

Orlando afferma di prendere atto delle posizioni del governo nazionale e dell’ordinanza del presidente della Regione, “ma alla luce della mancanza di dati certi e precisi sul numero di contagiati, vaccinati e ospedalizzati, della mancanza di mascherine Ffp2 ormai divenute obbligatorie per legge e di servizi di tracciamento ormai sempre più inadeguati – ha aggiunto – ho ritenuto necessario adottare questo provvedimento in via del tutto straordinaria e temporanea che va in un’unica direzione: la tutela della salute pubblica e dell’intera comunità scolastica”. Per il primo cittadino palermitano, questo è l’unico modo per sollecitare e realizzare da parte di altri organi competenti azioni volte a evitare l’aggravamento di una situazione già molto preoccupante.

Ma il provvedimento suscita la rabbia dei genitori. Un gruppo di genitori, composto da professionisti, avvocati, magistrati, è sul piede di guerra e si dice pronto a ricorrere contro i provvedimenti che impediscono il ritorno in classe. “Dopo avere finalmente accolto poche ore fa con soddisfazione, la notizia per la quale in Sicilia dal 13 gennaio 2022 finalmente gli studenti sarebbero tornati a scuola in presenza, in ossequio alle perentorie e chiare indicazioni del governo Draghi, ed a seguito della riunione della task force regionale, apprendiamo – scrivono i genitori in una nota – che l’Assemblea dell’Anci ha stabilito che i sindaci dell’isola adottino singole ordinanze per “pericolo” con le quali si stabilisce che le scuole rimangano ancora chiuse”.

 

Redazione