Il contenuto è tutto nel titolo: l’età da inventare. La vecchiaia, spiega mons. Vincenzo Paglia, è un’età -appunto – tutta da inventare. I progressi della medicina ci regalano più anni di vita. Ma per fare cosa? Il tema è attualissimo, perché in Italia la popolazione anziana – sopra i 65 anni – raggiunge il 23,4% del totale cioè stiamo parlando di 13,9 milioni di persone. L’Italia, ci dicono le cifre, dopo il Giappone, è il secondo paese al mondo per numero percentuale di anziani. È un cambiamento epocale. Il libro entra nei dettagli, come è giusto che sia, per farci capire la portata della svolta epocale che stiamo vivendo. Tanti anziani vuol dire un aumento delle problematiche legate all’assistenza socio-sanitaria e alla convivenza – tante famiglie vedono oggi vivere insieme ben quattro generazioni: bisnonni, nonni, padri e madri, nipoti! – ma soprattutto emerge una domanda di fondo: che qualità della vita per gli anziani? Ed ancora: abbiamo allungato la durata della vita, per fare che cosa?

Nel libro mons. Paglia analizza in lungo e in largo le diverse situazioni degli anziani. Con l’aiuto della sociologia, della letteratura, della medicina, della filosofia, della sapienza della Chiesa e degli antichi greci, delinea uno spaccato multidimensionale, aprendo uno scenario veramente inedito. Il filo conduttore è dato dal ruolo nuovo che le persone anziane possono e devono svolgere nella società. Si tratta di un numero così alto da rendere davvero impossibili “soluzioni” semplici o semplificate. Le “case di riposo” non bastano, l’emarginazione non è possibile, “scartarli” non si può fare. Sono tanti. Soprattutto portano una richiesta alla politica, all’economia, a tutto il “sistema”: è urgente, indispensabile, indifferibile, progettare una società dove tutte le generazioni possano convivere ed arricchirsi reciprocamente.

Le pagine sull’ “alleanza” fra le generazioni sono le più intense del libro e le più ricche di stimoli e suggestioni. Ad esempio quando osserva (pag. 105) che «la convivenza, per la prima volta nella storia, di quattro generazioni, richiede una nuova capacità di stare assieme sviluppando una nuova creatività nella trasmissione. In tanti parlano di un nuovo compito degli anziani oltre che dei nonni e dei bisnonni. È una dimensione importante, sia per l’anziano sia per le nuove generazioni, al fine di tessere una solidarietà famigliare spesso lacerata da ritmi e problemi difficili da sostenere. Ancor più che in passato, la vecchiaia segna il passaggio tra la generazione che sale ed eredita e quella che esce restituendo ciò che ha ricevuto. Una trasmissione che appare chiara quando i genitori muoiono e lasciano ai figli la loro eredità. Ma è così in ogni altra prospettiva umana di relazione. La generazione che passa deve sentire ancor più l’obbligo di trasmettere quanto ha vissuto, ovviamente non solo in termini di beni materiali, ma anche di sapienza, di ideali, di sogni, di speranze. Tale consapevolezza deve essere ben più sottolineata e compresa».

Il libro è arricchito dalla sintesi e dalla citazione di tanti studi, italiani ed internazionali, ma anche da esempi vividi presi dall’esperienza di mons. Paglia all’interno della Comunità di S. Egidio. Ci sono poi toccanti storie di vita quotidiana, di emarginazione ma anche di mani che si collegano insieme, e si stringono, tra giovani e anziani. Non manca, in tutte le pagine, la prospettiva, la visione della speranza. Soprattutto nella parte conclusiva, quando l’Autore mette in luce in che modo la Chiesa dovrebbe fare di più per occuparsi degli anziani, dedicando loro una specifica attenzione. Perché gli anziani sono una risorsa, una ricchezza, ci fanno capire molto su noi stessi, sulla società, sul presente e sul futuro che dobbiamo costruire.

Vincenzo Paglia, L’età da inventare, Edizioni Piemme, pp. 240. Euro 17,50.

Giornalista e saggista specializzato su temi etici, politici, religiosi, vive e lavora a Roma. Ha pubblicato, tra l’altro, Geopolitica della Chiesa cattolica (Laterza 2006), Ratzinger per non credenti (Laterza 2007), Preti sul lettino (Giunti, 2010), 7 Regole per una parrocchia felice (Edb 2016).