Venerdì non ero a Bari al raduno di Fratelli d’Italia. Ma per mera curiosità ho voluto seguire l’intervento di Giorgia Meloni. Non vorrei essere irriverente. E per antica amicizia mi limito a dire che è andato in scena il trionfo del nulla. In buona sostanza la premier è stata incoronata Regina della lunga durata. I fatti mi costringono a sostenere una semplice constatazione. Come è cambiata la vita degli italiani da quando è in carica il governo di Giorgia Meloni? Quale riforma è il suo fiore all’occhiello? In che cosa è cambiata la nostra vita di cittadini, di contribuenti, di uomini di destra? Qual è la svolta culturale? In che cosa avvertiamo la differenza col passato? In politica estera stendiamo un velo pietoso. Meglio non parlarne.

La durata è una bella cosa. Ma se la stabilità non produce cambiamenti è solo staticità, stagnazione, tirare a campare. Mi giro attorno e registro con dispiacere, delusione, disincanto e voglia di mollare. Ho sperato insieme a tanti italiani che la politica potesse rientrare dal suo esilio. Ed invece no. Tutto con freddezza e cinismo viene rimandato. E non si sa fino a quando. Ed in questo scenario l’opposizione è assolutamente non classificata. Si è sciolta nel nulla in questa drammatica società liquida. Una tristezza infinita. Cara Giorgia, il mondo è come ce lo facciamo in testa. Così si usa dire. Ma non è del tutto vero, specie se in testa ci viene poggiata una corona. Il motivo di tanto onore? Semplicemente aver “resistito” al governo per un periodo oltre la media.

È un risultato? Indubbiamente. È sinonimo di un buon lavoro? Non necessariamente. E fa anche un po’ sorridere, per non dire altro, che ci si presti a pantomime fantasiose così scollate dalla realtà che vive il Paese. Manco fossimo sul set di una saga epica. L’Italia, purtroppo, è ben lontana dal poter festeggiare qualsivoglia risultato. Mi riferisco a quelli concreti, quelli che cambiano il modo in cui la maggioranza dei cittadini vive la propria quotidianità. Quindi, più che appesantire la propria testa con una corona, bisognerebbe alleggerire il cuore della gente togliendo loro qualche preoccupazione.