Avanzano tutti i principali partiti, eccezion fatta per il Movimento 5 Stelle, che registra una perdita di quasi un punto in una settimana e si allontana sempre di più da Fratelli d’Italia negli indici di gradimento. È quanto emerge dal consueto sondaggio Swg per il Tg La7 del lunedì, secondo il quale sia Lega che Pd e FdI fanno un salto in avanti di circa mezzo punto: il partito di Matteo Salvini guadagna lo 0,4 rispetto allo scorso 3 maggio e si porta al 21,3%, prima forza politica italiana.

Dietro c’è il Pd, che avanza di mezzo punto esatto e si porta al 19,5%. Colpo di reni necessario al Nazzareno per respingere l’avanzata di 0,4 punti del partito di Giorgia Meloni, che altrimenti avrebbe superato i dem, passando dai consensi al 18,7% della scorsa settimana agli attuali 19,1%. Si tratta del risultato più alto mai registrato per la formazione di opposizione. Come detto, si allarga la forbice col M5s, ormai in caduta libera: i grillini perdono lo 0,8 ed ora si attestano al 17%, esattamente la metà dei consensi che riscossero alle elezioni politiche del 2018, quando raccolsero il 34% dei voti.

Più o meno stabili le altre forze politiche: Forza Italia prende lo 0,1 e si conferma quinta formazione politica del Paese con il 6,7% dei consensi, precedendo Azione di Carlo Calenda al 3,7% e Sinistra Italiana al 3%. Italia Viva e i Verdi si equivalgono all’1,8%, avanti soltanto dello 0,1 su +Europa.

La prossima settimana, inoltre, arriverà all’esame del Senato il ddl Zan sull’estensione della legge Mancino ai casi di omotransfobia. Un altro sondaggio Swg riporta il parere degli intervistati sul tema: il 57% è d’accordo sul fatto che un provvedimento simile sia atteso “da troppi anni” nel nostro Paese, stesso numero di quanti pensano comunque che non sia una legge a poter cambiare la mentalità delle persone.

Nell’impianto presentato dal deputato Zan è però anche inclusa l’istituzione di momenti di sensibilizzazione per la prevenzione delle discriminazioni. Campione che si spacca sull’effettiva efficacia della norma: “solo” il 52% crede che consentirà di ridurre “in modo importante” gli episodi di violenza. È in minoranza chi pensa che la legge debba essere riformulata (43%) perché “rischia di limitare la libertà di espressione” e chi ritiene (38%) che sia “espressione di una cultura che vuole cancellare il concetto di genere maschile e femminile”.

Napoletano, Giornalista praticante, nato nel ’95. Ha collaborato con Fanpage e Avvenire. Laureato in lingue, parla molto bene in inglese e molto male in tedesco. Un master in giornalismo alla Lumsa di Roma. Ex arbitro di calcio. Ossessionato dall'ordine. Appassionato in ordine sparso di politica, Lego, arte, calcio e Simpson.