È guerra aperta tra Movimento e Rousseau. Il pomo della discordia è costituito da quei 120mila iscritti che sono transitati sui server della Casaleggio Associati e lì sono rimasti “impigliati”. L’accesso a quei dati condiziona la possibilità di consultare gli iscritti per ottenerne l’investitura ufficiale: no iscritti, no party. Nel senso che non c’è il partito, né qualcuno che lo possa guidare. Ed ecco che Giuseppe Conte fa la voce grossa con Davide Casaleggio tanto da minacciare di ricorrere al Garante per la Privacy.

L’Authority dei dati conosce bene la materia, e conosce benissimo i contendenti. Sotto al presidente Pasquale Stanzione c’è Guido Scorza, componente dell’Authority dei dati tanto vicino a Casaleggio (e blogger del Fatto Quotidiano) da essere stato intervistato da Davide in persona durante gli incontri di City Lab, in una serata dal sobrio titolo “Governare il futuro”. Non sarà una partita in discesa neanche quella, a occhio e croce. Dopo l’offensiva, lanciata sul Blog delle Stelle da Rousseau, ieri ha ripreso la parola il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte. «Casaleggio per legge è obbligato a consegnare i dati degli iscritti al Movimento, che ne è l’unico e legittimo titolare. Su questo c’è poco da scherzare, perché questi vincoli di legge sono assistiti da solide tutele, civili e penali», ha detto suonando i tamburi di guerra l’ex presidente del Consiglio, alle prese con il progetto rifondativo del M5s.

«Abbiamo predisposto tutto per partire. Siamo pronti», assicura Conte, spiegando che «questa impasse sta solo rallentando il processo costituente ma certo non lo bloccherà. Verrà presto superata, con o senza il consenso di Casaleggio». Poi, l’ultimatum: «Se Rousseau non vorrà procedere in questa direzione, chiederemo l’intervento del Garante della Privacy e ricorreremo a tutti gli strumenti per contrastare eventuali abusi. Non si può fermare il Movimento, la prima forza politica del Parlamento». L’Associazione presieduta da Casaleggio, per ora, non commenta le parole di Conte. Ma l’associazione no profit che ha in mano le chiavi della piattaforma web pentastellata non intende retrocedere di un millimetro.

Dopo aver fatto decadere il ruolo posticcio di Vito Crimi, la giustizia ha conferito al solo avvocato Silvio Demurtas l’autorità di richiedere i dati degli iscritti. Da noi sentito, preannuncia di essere sul punto di farlo. «Sto studiando le carte, perché in linea teorica sarei io il solo a poter richiedere e ottenere il database degli iscritti», ci anticipa. «È una decisione che assumerò nei prossimi giorni. La democrazia interna è fondamentale; è già importantissima in una famiglia, figuriamoci in un partito politico», aggiunge. La certezza è una, ad oggi: se Rousseau concedesse i dati a Conte violerebbe la legge. E in questo la posizione dell’avvocato Demurtas coincide con quella di Rousseau. La lista degli iscritti può essere consegnata solo al rappresentante legale del Movimento e il tribunale di Cagliari ha sancito che il Movimento non ne abbia altri, in questo momento, che Demurtas. Che adesso è intenzionato a rivolgersi direttamente a Davide Casaleggio per ottenerli. «Poi, una volta ricevuti, vedremo il da farsi», conclude l’avvocato sardo.

Intanto gli esponenti del Movimento 5 Stelle si schierano con Conte e fanno pressing su Rousseau affinché l’elenco degli iscritti venga ceduto al M5s: «Come esponente del Movimento 5 Stelle e iscritto che ha pagato regolarmente le quote Rousseau, credo di aver diritto a esprimere il mio voto per Giuseppe Conte su una piattaforma o su un’altra. Il Movimento ha il diritto di utilizzare i dati relativi ai propri iscritti», dice il ministro per i Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà. Per il sottosegretario al Viminale, Carlo Sibilia, «il braccio di ferro di Rousseau non fa bene a nessuno. Questo susseguirsi di provocazioni da parte dell’Associazione deve terminare il prima possibile, si chiuda un accordo nel miglior modo possibile e ognuno vada per la propria strada».

Il deputato Leonardo Penna parla addirittura di “golpe” per ostacolare Conte. E mentre lo scontro con il M5s rischia di finire in tribunale, Rousseau fa la sua mossa ‘politica’ in vista delle prossime amministrative schierandosi al fianco del sindaco di Roma Virginia Raggi per scrivere il programma elettorale che la prima cittadina M5s presenterà alle comunali: «A Roma i cittadini sono i veri protagonisti della politica capitolina. Saranno loro infatti, insieme all’attuale amministrazione comunale, a scrivere il programma elettorale da sottoporre alla cittadinanza durante le prossime elezioni amministrative di settembre-ottobre 2021», scrive Rousseau sul Blog delle Stelle, annunciando una serie di incontri tematici in programma il 10 e il 14 maggio.

Romano e romanista, sociolinguista, ricercatore, è giornalista dal 2005 e collabora con il Riformista per la politica, la giustizia, le interviste e le inchieste.