La data cerchiata di rosso sul calendario – -scrive l’AdnKronos – è il 22 aprile: entro quel giorno il M5s dovrà saldare le pendenze nei confronti dell’Associazione Rousseau, altrimenti sarà divorzio. L’ultimatum arriva con un post sul Blog delle Stelle firmato dall’Associazione di Davide Casaleggio. «Siamo costretti a causa dell’enorme ammontare di debiti – recita il post dell’associazione – a definire una data ultima: il 22 aprile 2021. Qualora i rapporti pendenti non verranno definiti entro questa data, saremo costretti a immaginare per Rousseau un percorso diverso, lontano da chi non rispetta gli accordi e vicino, invece, a chi vuole creare un impatto positivo sul mondo. Il prossimo 22 aprile saranno, infatti, trascorsi ben 15 mesi dalle dimissioni dell’ultimo Capo politico eletto democraticamente dagli iscritti e che sollecitava, già in quella data, quello che oggi viene rilanciato per l’ennesima volta: la rifondazione del MoVimento 5 Stelle».

Ma l’ultimatum viene ribadito, in una intervista sempre all’Adnkronos, dalla socia di Rousseau Enrica Sabatini, la quale lancia anche un messaggio all’ex premier nonché leader in pectore dei 5 Stelle, Giuseppe Conte: «Ha dichiarato di non essere iscritto al Movimento e non riveste, ad oggi, un ruolo riconosciuto dallo statuto per il quale possa avanzare o sottoscrivere proposte di accordo con Rousseau a nome del Movimento», sottolinea l’ex consigliera pescarese, ricordando come Conte abbia «avviato due Governi grazie alla gestione trasparente e affidabile del voto su Rousseau», motivo per cui «sa perfettamente quanto sia importante per la legittimazione delle decisioni».

La replica a Rousseau è affidata a fonti vicine ai vertici del M5s: «Siamo tutti preoccupati per la situazione che vive l’Italia ed è su questo che sono concentrate tutte le nostre attenzioni. Dare ai cittadini risposte, pratiche e incisive, in tempi brevi: questa è l’unica cosa che conta. Estraniarsi dal contesto reale del Paese, alimentando le polemiche su questioni interne, è un lusso che non possiamo permetterci». Oggi il reggente pentastellato Vito Crimi incontrerà, in videoconferenza, i deputati del Movimento alle 15.30 e i senatori alle 21: negli incontri online si parlerà anche di restituzioni. In questi giorni Crimi ha messo a punto le linee guida per il nuovo trattamento economico degli eletti, insieme al tesoriere Claudio Cominardi (il quale ha aperto un nuovo conto corrente autonomo, destinato a raccogliere le donazioni per il “nuovo” M5s).

Le indiscrezioni parlano di un regime forfettario che, secondo quanto apprende l’Adnkronos, prevederebbe il versamento di 2.500 euro a testa: 1.500 euro come “restituzioni” e 1.000 come quota per il “partito”. Ma all’orizzonte già si preannunciano polemiche: “Prima di chiederci soldi, parlateci del progetto”, attaccano alcuni parlamentari. L’ex presidente del Consiglio per ora tace e continua a lavorare a fari spenti alla rifondazione del Movimento. Nei prossimi giorni, racconta l’Adn, (secondo alcune fonti già questo week end) Conte tornerà a incontrare deputati e senatori 5 Stelle per illustrare nel dettaglio il suo piano.

“Vi proporrò un nuovo statuto contenente una proposta organizzativa che non rinneghi i punti di forza dell’esperienza ‘leggera’ propria di un movimento, ma allo stesso tempo possa spiegare tutte le potenzialità tipiche di una struttura ben articolata e adeguatamente organizzata sul piano funzionale”, ha spiegato Conte ai parlamentari in occasione dell’ultima assemblea. Anche per questo motivo il Movimento starebbe cercando un nuovo “quartier generale” nel centro di Roma: si tratterebbe della prima sede di “partito” dei pentastellati, che finora hanno sempre preferito il web alle sedi fisiche.