Il gigante dello streaming audio Spotify ha deciso di correre ai ripari. Dopo la fuga di star della musica e le critiche arrivate anche dai duchi di Sussex Harry e Meghan a causa dei podcast del no vax Joe Rogan presenti sulla piattaforma, la compagnia ha annunciato ‘nuove iniziative’ per arginare la disinformazione sul Covid e rafforzare le proprie politiche sui contenuti che potrebbero essere pericolosi o ingannevoli per gli utenti.

È stato lo stesso CEO dell’azienda a comunicarlo tramite una nota pubblicata sul sito. Mentre l’autore dei podcast incriminati ‘The Joe Rogan Experience‘ ha dichiarato che cercherà in futuro di essere “più equilibrato”.

Avvisi prima dei podcast

Il Ceo di Spotify Daniel Ek evidenziato come l’azienda abbia il dovere di impegnarsi per garantire l’accesso alle informazioni condivise dagli scienziati.”Le reazioni che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane ci hanno dimostrato che abbiamo l’obbligo di far di più per dare un accesso vasto e equilibrato a informazioni ampiamente accettate nella comunità medica in modo che ci guidino in questi momenti senza precedenti” ha dichiarato.

Proprio per questo motivo la piattaforma inserirà nuovi avvisi che compariranno prima dei podcast in cui si parla di coronavirus, rimandando a una pagina dedicata con contenuti verificati e informazioni sulla pandemia. 

Una mossa arrivata dopo che Neil Young e Joni Mitchell, seguiti dal chitarrista e rockstar americano Nils Lofgren, membro della E-Street Band di Bruce Springsteen e dei Crazy Horse, hanno annunciato il ritiro della propria musica da Spotify. Anche Harry e Meghan, che hanno un contratto in esclusiva con la piattaforma per alcuni podcast, sono intervenuti sulla questione, esprimendo la propria ‘preoccupazione’ per i contenuti che possano alimentare fake news sul Covid. Una lettera aperta, firmata da 270 professionisti medici e scientifici, aveva ancora prima suggerito a Spotify nei giorni scorsi di “stabilire immediatamente una politica chiara e pubblica per moderare la disinformazione sulla sua piattaforma”.

La polemica è scoppiata a causa dei podcast del comico, nonché uno dei personaggi più influenti dei media americani, Joe Rogan, accusato di spargere disinformazione sui vaccini anti-Covid. Il podcast di Rogan- che ha suggerito come i giovani sani non dovrebbero sottoporsi al vaccino, ma anche promosso cure non approvate contro il Covid (come quella con l’ivermectina) è invitato diversi esponenti no vax- è stato quello più seguito sulla piattaforma nel 2021. Contenuti su diversi argomenti pagati 100 milioni di dollari da Spotify, che però ha dovuto  così affrontare una rivolta interna, seguita da aspre critiche e la fuga di alcuni ‘giganti’ della musica.

Nella settimana della polemica Spotify ha perso oltre quattro miliardi in valore di mercato, anche se oggi, alla riapertura di Wall Street, il titolo ha arginato le perdite.

Rogan: “Favorevole alla nuova policy”

In un video di quasi 10 minuti, pubblicato sul suo profilo Instagram (seguito da oltre 14 milioni di utenti), Joe Rogan si è detto favorevole alla nuova policy e dispiaciuto per quello che è successo, aggiungendo però che nei podcast lui ha solo tentato di discutere con persone che hanno “opinioni diverse”. “Non sto tentando di promuovere la disinformazione, né la controversia. Non ho mai tentato di fare altro, in questo podcast, che parlare alla gente“.

Nel video ha anche spiegato come la popolarità del suo programma (11 milioni di audience, un vero record per Spotify) lo abbia letteralmente travolto: “È una strana responsabilità avere così tanti ascoltatori” ha confessato. Promettendo che comunque in futuro farà del suo meglio per essere equilibrato“. 

Il comico ha poi  aggiunto di non essere arrabbiato con Neil Young. “Sono un suo grande fan“, ha sottolineato, esprimendo anche la sua ammirazione per la musica di Joni Mitchell.

 

Mariangela Celiberti