Stefano Puzzer aspetta di parlare con il Presidente del Consiglio Mario Draghi, Papa Francesco e con gli Stati Uniti: del Green Pass, naturalmente. Il suo è cominciato a circolare tra tg e giornali nei giorni precedenti al 15 ottobre: il giorno in cui il Green Pass – certificazione vaccinale che attesta la somministrazione del siero, un tampone negativo o la guarigione dal covid-19 – è stato allargato a una platea di 23 milioni di lavoratori tra pubblici e privati. Puzzer era il leader del movimento No Green Pass dei portuali di Trieste una protesta che ha preoccupato per qualche giorno, causato qualche tensione e bloccato parte delle attività, ma che infine non ha provocato nessun grave problema.

Puzzer alla fine si è dimesso dal Coordinamento dei portuali di Trieste. L’eredità di tutta la vicenda è che proprio a Trieste si traccia in questi giorni il focolaio più grande al momento in Italia di contagiati da covid-19: 93 casi legati alle manifestazioni. Il Prefetto Valerio Valenti ha vietato manifestazioni a piazza Unità d’Italia, la più grande della città e tra le più grandi d’Europa sul mare. Il sindaco Roberto Dipiazza prevede di inasprire le sanzioni per chi non rispetta distanziamento e l’obbligo delle mascherine. E simili misure dovrebbero essere estese a Provincia e Regione.

Lanciata perfino una raccolta firme che ha raccolto 25mila adesioni per contrastare l’immagine di una Trieste No Vax e No Pass circolata in queste settimane. Il tasso di infezione è a 350 casi per 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, quasi il triplo rispetto a tutto il Friuli Venezia Giulia. Altro lascito delle intemperanze dei camalli di Trieste: una supposta e presunta leadership di Puzzer, che nei giorni scorsi aveva annunciato un “gesto eclatante” sulla sua pagina Facebook.

“Buongiorno a tutti – ha esordito quindi stamattina – sono in piazza del Popolo a Roma e adesso mi metterò su questo tavolino dove aspetterò che venga a parlarci qualcuno. Io spero che verranno, visto che nessuno ci ha risposto. Io sono qui. Fino a quando qualcuno non verrà a rispondermi rimarrò qui”. E si è piazzato, il leader del movimento ribattezzato “La gente come noi-Fvg”, in piazza del Popolo a Roma. Proprio quella dove si era tenuto il sit-in (autorizzato) sfociato nel corteo (non autorizzato) con l’assalto alla CGIL e alle tensioni nelle strade in centro a Roma dello scorso nove ottobre.

Sul cartello si legge: “Papa”, e quattro sedie con altrettanti figli con le scritte: “Mario Draghi”, “Comunità Europea”, “Usa” e “Russia”. Alcuni nei commenti lo sostengono pure e lo invitano perfino a entrare in politica. “Da oggi starò qui e non mi muoverò da qui – ha spiegato in un video diffuso sempre su Facebook – Se qualcuno arriverà parleremo qui con educazione e semplicità. Visto che nessuno ci ha risposto aspetterò qui su una panchina finché non verranno”. Puzzer aspetta risposte da quell’incontro col ministro dell’Agricoltura, del Movimento 5 Stelle, Stefano Patuanelli, dello scorso 23 ottobre a Trieste. La proposta del portuale era “togliere il Green pass e il vaccino obbligatorio. Non sarà una trattativa tra il popolo e il governo. Spero venga redatto un verbale che consegneremo in piazza Unità a tutti”.

Giornalista professionista. Ha frequentato studiato e si è laureato in lingue. Ha frequentato la Scuola di Giornalismo di Napoli del Suor Orsola Benincasa. Ha collaborato con l’agenzia di stampa AdnKronos. Ha scritto di sport, cultura, spettacoli.