Morti di sete. Morti per le ustioni riportate dopo giorni e giorni in mezzo al mare e sotto al sole cocente. Morti di fame. Morti nell’indifferenza dell’Europa. E’ la cronaca dell’ultima tragedia avvenuta in mare nelle scorse ore. I corpi senza vita di due bambini piccoli di uno e due anni, di un 12enne e di tre donne, tra cui una anziana, sono stati ritrovati su una barca ferma in mare da diversi giorni sulla rotta tra Turchia e Malta e soccorsa dalla Guardia Costiera e arrivata questa mattina, 12 settembre, nel porto siciliano di Pozzallo.

Le sei vittime sono tutte di nazionalità siriana. Tra loro anche la nonna e la madre di altri due bambini adesso rimasti orfani e soli in Italia. Erano su un barca piccola insieme ad altre 26 persone, tra siriani e afghani, soccorse dalla Guardia Costiera. Alcune di loro sono in condizioni gravi a causa delle profonde ustioni riportate. Dopo la tragedia della piccola Loujin (nella foto, ndr), la bimba siriana morta di sete a inizio settembre dopo dieci giorni vissuti su una barca nel Mediterranea senza che nessuno rispondesse alle richieste di soccorso, l’ennesima tragedia.

Dure le parole dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati che in una nota “esprime profondo rammarico per l’ultima perdita di vite umane in mare e chiede il ripristino di un meccanismo di ricerca e soccorso rapido ed efficiente. L’UNHCR si rammarica profondamente per la tragica morte di sei siriani, tra cui due bambini piccoli e una donna anziana, avvenuta durante un viaggio disperato in mare per cercare sicurezza in Europa. L’UNHCR – sottolinea – esprime le proprie condoglianze ai parenti delle vittime, alcune delle quali sono sopravvissute ad un viaggio drammatico di diversi giorni e fanno parte di un gruppo di 26 persone che stanno sbarcando da una nave della Guardia Costiera italiana a Pozzallo. Due persone, una donna e sua figlia, sono state evacuate a Malta ieri sera per essere curate”.

“L’UNHCR è presente allo sbarco e sta lavorando con le organizzazioni non governative per garantire la necessaria assistenza ai sopravvissuti, incluso un supporto psicologico specializzato. Le vittime – ricorda la nota –  sarebbero due bambini di 1 e 2 anni, un dodicenne e tre adulti, tra cui la nonna e la madre di bambini sopravvissuti. Si pensa che siano morti di fame e di sete. Molte delle persone sbarcate a Pozzallo presentano anche condizioni estremamente gravi, tra cui ustioni”.

Foto IPP da video
Lampedusa 03/10/2013 – strage di immigrati –
nella foto il corpo di una delle vittime galleggia al largo delle costa, immagine tratta dal video dei soccorsi al barcone dei migranti visti dall’elicottero della Guardia Costiera
italyphotopress

Chiara Cardoletti, rappresentante dell’Unhcr in Italia, Santa Sede e San Marino, attacca: “Questa inaccettabile perdita di vite umane e il fatto che il gruppo abbia trascorso diversi giorni alla deriva prima di essere soccorso evidenziano ancora una volta l’urgente necessità di ripristinare un meccanismo di ricerca e soccorso tempestivo ed efficiente, guidato dagli stati nel Mediterraneo”.

“Il soccorso in mare è un imperativo umanitario saldamente radicato nel diritto internazionale. Allo stesso tempo, è necessario fare di più per ampliare i canali sicuri e regolari e crearne di nuovi per fare in modo che le persone in fuga da guerre e persecuzioni possano trovare sicurezza senza mettere ulteriormente a rischio le loro vite”. Quest’anno, oltre 1.200 persone sono morte o risultano disperse nel Mediterraneo.

 

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Giornalista professionista, nato a Napoli il 28 luglio 1987, ho iniziato a scrivere di sport prima di passare, dal 2015, a occuparmi principalmente di cronaca. Laureato in Scienze della Comunicazione al Suor Orsola Benincasa, ho frequentato la scuola di giornalismo e, nel frattempo, collaborato con diverse testate. Dopo le esperienze a Sky Sport e Mediaset, sono passato a Retenews24 e poi a VocediNapoli.it. Dall'ottobre del 2019 collaboro con la redazione del Riformista.