L’ennesimo passo in avanti verso il controllo assoluto dell’ex colonia britannica. Ad Hong Kong la Cina continua la sua opera di repressione delle spinte a favore della democrazia mettendo a segno questa mattina una operazione di polizia ai danni dell’Apple Daily, il tabloid più letto di Hong Kong e di proprietà dell’imprenditore Jimmy Lai, arrestato nell’agosto del 2020 e condannato in due processi a una pena di 14 mesi per aver partecipato a due manifestazioni non autorizzate il 18 e il 31 agosto dell’anno scorso, e ad altri 14 mesi di carcere per aver partecipato nell’ottobre del 2019 a una manifestazione simile.

Circa 500 agenti di polizia hanno fatto irruzione alle 7:30 locali, circa l’1:30 di notte in Italia, nella sede del giornale: cinque persone sono state arrestate, tra cui il direttore Ryan Law. Arresti e irruzione sono stati effettuati sulla base della “legge sulla sicurezza nazionale”, introdotta nel giugno dello scorso anno tra polemiche e manifestazioni di protesta.

In base al provvedimento chiesto con forza dalle autorità cinesi, la polizia e le forze dell’ordine locali avranno la possibilità di arrestare chiunque venga accusato compiere “attività terroristiche” e atti di “sedizione, sovversione e secessione”.

Per Law e gli altri fermati sono stati disposti gli arresti domiciliari, mentre le autorità locali hanno congelato beni di proprietà di tre società collegate ad Apple Daily per un valore di 18 milioni di dollari di Hong Kong, circa 2 milioni di euro.

Il direttore del tabloid e gli altri dirigenti arrestati sono accusati in particolare di “collusione con forze straniere per danneggiare la sicurezza nazionale”, reati commessi in “oltre 30 articoli” del giornale, ha spiegato un rappresentate della polizia di Hong Kong in una conferenza stampa.

Abbiamo prove molto solide che questi articoli fanno parte di una cospirazione che ha dato munizioni a Paesi, istituzioni e organizzazioni all’estero per imporre sanzioni e compiere atti ostili contro Hong Kong e la Repubblica popolare cinese“, ha detto il sovrintendente di polizia Li Kwai-wah.

Romano di nascita ma trapiantato da sempre a Caserta, classe 1989. Appassionato di politica, sport e tecnologia