Possibile svolta nel caso di Caronia, della dj Viviana Parisi e del figlio Gioele Mondello, scomparsi a fino agosto e ritrovati morti nei boschi vicino all’A20 Messina-Palermo in circostanze ancora da chiarire. La polizia scientifica ha infatti ritrovato le impronte delle mani del bambino sul parabrezza dell’Opel Corsa sulla quale viaggiavano madre e figlio.

La mattina del 3 agosto i due stavano percorrendo l’A20 quando in una galleria hanno urtato un furgone della manutenzione stradale. Parisi, forse per lo choc dell’incidente, ha abbandonato l’auto in una piazzola deserta ed è fuggita nei boschi circostanti. Il suo corpo è stato ritrovato cinque giorni dopo ai piedi di un traliccio dell’Enel. Quello del bambino, straziato, sedici giorni dopo.

LE IPOTESI – Il dettaglio delle impronte è emerso grazie agli esami condotti con il Luminol mercoledì sera a Brolo. Le ipotesi potrebbero portare a una svolta nelle indagini che stanno cercando di scoprire le cause della morte di madre e figlio. I segni delle mani del bambino potrebbero far pensare che Gioele stesse proteggendosi dall’urto con il vetro. Come ricostruisce il Corriere della Sera: “Gioele, infatti, non era legato al seggiolino e nell’impatto potrebbe essere stato scagliato con forza contro il parabrezza, sbattendo la testa. La scoperta avvalorerebbe l’ipotesi secondo la quale il bambino possa aver subito un trauma cranico e la madre, in preda alla disperazione, potrebbe aver deciso di scappare per poi abbandonarlo nel bosco, privo di vita, prima di decidere di suicidarsi. Forse per un senso di colpa”.

Questa interpretazione darebbe una spiegazione ad aspetti ancora sconosciuti del caso. Altri dettagli vanno tuttavia in direzione contraria: la polizia scientifica all’interno nell’auto non ha trovato tracce ematiche; la crepa nel parabrezza dell’Opel era precedente al giorno della scomparsa, e quindi all’incidente in galleria, secondo quanto riportato da Daniele Mondello, padre di Gioele; la coppia di testimoni che ha visto Viviana Parisi abbandonare l’auto ha detto di aver visto Gioele con gli occhi aperti e senza segni di traumi.

L’autopsia in corso in questi giorni al Policlinico di Messina potrà dare risposte alla possibilità di un trauma cranico fatale per il bambino.