A un mese esatto di distanza dalla scomparsa di Viviana Parisi, dj 43enne con il figlio Gioele di 3 anni, ancora non si hanno risposte certe su cosa sia accaduto in quelle drammatiche ore. Le supposizioni sono tante e le indagini continuano. Questa volta si concentrano sul cellulare di Viviana, che la donna lasciò nell’auto prima di sparire e sulla Opel Corsa grigia su cui viaggiava insieme a Gioele sull’A20 lo scorso 3 agosto. Proprio con quell’auto si era scontrata con un furgoncino dell’Anas e poi era stata vista scomparire. Da quel momento più nulla è certo.

Il cellulare di Viviana sarà esaminato dai tecnici nominati dal procuratore di Patti, Angelo Vittorio Cavallo. Insieme all’estrapolazione e copia dei dati contenuti sui dispositivi in uso alla dj, il magistrato ha disposto anche nuovi accertamenti irripetibili sulla Opel Corsa coinvolta nell’incidente stradale avvenuto sulla A20 lo scorso 3 agosto. L’intento è quello di capire la dinamica dell’incidente per sapere se i due hanno riportato lesioni e di che tipo possano essere state.

Intanto si sono conclusi gli esami di geologia forense e entomologia sul corpo martoriato del piccolo. In particolare sono stati fatti rilievi sul cranio di Gioele. Sono stati prelevati soprattutto campioni di terriccio ritrovati nei capelli. “Abbiamo fatto un prelievo di reperti geologici sui resti cadaverici, prelevato materiale geologico in particolare terriccio” ha spiegato Elvira Ventura Spagnolo. Ancora però non è possibile sapere se il bambino sia stato spostato o sia morto lì dove è stato trovato morto nel bosco di Caronia.

L’avvocato Antonio Cozza, uno dei legali della famiglia dei genitori di Viviana Parisi, ha incontrato oggi il Procuratore capo di Patti (Messina) Angelo Vittorio Cavallo, che coordina l’inchiesta per omicidio e sequestro di persona. Il magistrato è in attesa dei risultati degli accertamenti irripetibili che sono stati fatti ieri presso la facoltà di geologia di Messina da parte della geologia forense Roberta Somma, sotto la supervisione dei medici legali della Procura, Daniela Sapienza ed Elvira Ventura sul cranio del piccolo Gioele.