Sebastiano Visintin non si è mai negato alle interviste. Il fotografo in pensione è il marito di Liliana Resinovich, la donna scomparsa a Trieste dal 14 dicembre. “Sono stanco, stanco e ho anche paura di dire cose sbagliate. Ho paura di non saper difendermi perché sono sotto pressione … Dovrei lavorare, stasera vado a fare le foto alla compagnia teatrale. Vuoi una pastasciutta? Ma capisci cosa voglio dire? Perché qui va a finire che io andrò in galera e qualcun altro si divertirà”, dice in un’intervista a Il Corriere della Sera.

L’autopsia di lunedì 10 gennaio chiarirà se è della 63enne scomparsa il corpo trovato nella boscaglia nei pressi dell’ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni. I resti sono stati trovati chiusi all’interno di due sacchi neri dell’immondizia. Il procuratore Antonio De Nicolo ha parlato di “alta probabilità” che quel corpo sia quello di Resinovich. La donna era uscita dalla casa nel quartiere popolare di San Giovanni senza portare con sé i suoi due telefoni cellulari. Doveva raggiungere un amico, un uomo di 82 anni, che ogni martedì da circa quattro mesi visitava per aiutarlo nelle faccende domestiche.

Quella mattina la donna telefonò all’amico per dirgli che avrebbe tardato: perché doveva passare per un negozio di telefonia. Dove però nessuno l’ha vista. Claudio Sterpino, l’amico, 82enne, in un’intervista al quotidiano Il Piccolo ha smentito di essere amante di Resinovich e ha riferito che la donna avrebbe voluto separarsi dal marito. Visintin dice che non era al corrente della relazione della moglie con questo amico di vecchia data. Nessuno risulta indagato al momento per la scomparsa.

A quanto pare i due amici avevano organizzato un weekend insieme il 17 dicembre. “Penso che qui ci sia la chiave del mistero – continua il marito – Secondo me lui l’aveva plagiata, aveva manipolato la sua volontà, riuscendo addirittura a convincerla di lasciarmi. Dopo che lei l’ha chiamato, alle 8.22 del 14 dicembre, io ero già fuori casa, lei è entrata in uno stato di follia. Ha lasciato a casa i documenti, i telefoni, cosa che non aveva mai fatto prima, e se n’è andata chissà dove. La fruttivendola oggi mi ha detto che l’ha vista con gli occhiali, altra stranezza perché Lilly non li usa molto”.

Visentin dice che quella mattina era uscito per consegnare i coltelli che affila ai clienti e dopo per un giro in bicicletta sull’Altopiano. Dopo aver notato i cellulari a casa e aver aspettato qualche ora è andato in Questura. Crede che la moglie “sia stata uccisa e che presto avremmo un colpevole. Liliana comunque non si sarebbe mai suicidata, a me sembrava felice e se non lo era significa che io non ho capito nulla di lei, cosa che escluderei visto che ci conosciamo da più di trent’anni”. La coppia era sposata dal 2005. Non è stata tralasciato l’aspetto economico della vicenda in quanto in un estratto conto della donna sarebbero stati trovati 100mila euro.

Giornalista. Ha studiato Scienze della Comunicazione. Specializzazione in editoria. Scrive principalmente di cronaca, spettacoli e sport occasionalmente. Appassionato di televisione e teatro.