Via libera alle terza dose di vaccino anti-Covid per i pazienti fragili di ogni età e per tutti i cittadini over 60 “sempre dopo almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione”. È l’indicazioni arrivato da una circolare emanata dal ministero della Salute “alla luce delle ultime deliberazioni di Ema”, l’Agenzia europea del farmaco.

Una notizia, quelle sul ‘booster’ del vaccino, che arriva nel giorno in cui la campagna anti-Covid arriva all’80% di copertura, con la fascia di adolescenti 12-19 anni che risponde particolarmente bene alle immunizzazioni, con una copertura del 62 per cento. 

Quanto alla terza dose, ha sottolineato oggi il direttore della prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, per ora comunque “non si pensa a un richiamo universale su tutta la popolazione“.

E di Covid e pandemia è tornato a parlare anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. Ospite del B20, International Business Summit, il premier ha sottolineato che la sfida contro il virus si vince col vaccino non solo in Italia, ma nel mondo. 

Secondo Draghi l’uscita dal Covid non può che passare dalla difesa “della libera circolazione dei vaccini e delle materie prime necessarie per produrli“.”I governi hanno fornito generose sovvenzioni per finanziare il lavoro di laboratorio, le sperimentazioni cliniche e la produzione di vaccini – prosegue Draghi -. Il settore pubblico ha impegnato somme significative in appalti a lungo termine che hanno protetto l’industria dal rischio di fallimento. Ora abbiamo somministrato più di 6 miliardi di dosi di vaccini in tutto il mondo. I nostri sforzi congiunti ci hanno aiutato a tenere sotto controllo la pandemia in molti paesi e a darci la speranza che la sua fine sia finalmente in vista”.

Un mondo che deve affrontare “ il protezionismo sui prodotti sanitari. Questo è essenziale per assicurarci di avere gli strumenti per combattere questa pandemia e prevenirne di future”, ha ammonito ancora Draghi.

Redazione