Dopo Facebook è il turno di Twitter. Anche il social network di Jack Dorsey ha sospeso in modo permanente l’account del presidente degli Stati Uniti Donald Trump dalla sua piattaforma, citando “il rischio di ulteriore incitamento di violenza”. Il gigante dei social media ha dichiarato: “Dopo un’attenta revisione dei recenti tweet dall’account @realDonaldTrump e il contesto che li circonda, in particolare il modo in cui vengono ricevuti e interpretati su e fuori Twitter, abbiamo sospeso definitivamente l’account a causa del rischio di ulteriore incitamento alla violenza”. 

Trump era già stato bloccato dal suo account sulla sua piattaforma preferita per 12 ore, dopo che ha incitato i suoi sostenitori a marciare al Campidoglio e che quella folla violenta ha fatto al Congresso per cercare di impedire la certificazione della vittoria del presidente eletto Joe Biden. Trump ha poi pubblicato un video su Twitter definendo i rivoltosi persone “molto speciali” e dicendo di amarle. Cinque i morti, tra cui un ufficiale di polizia del Campidoglio.

Da Trump ovviamente è arrivata una pronta reazione al ban di Twitter. “Non è per la libertà di parola, ma è per una piattaforma di sinistra radicale in cui alcune delle persone più malvagie del mondo possono parlare liberamente”, avrebbe detto il tycoon secondo quanto riportato dal New York Times. “Stiamo valutando la possibilità di costruire una nostra piattaforma”, ha annunciato il presidente uscente, che potrebbe spostare le sue battaglie su Parler, nuovo social network già molto utilizzato dalla galassia della destra americana.