L’amministratore delegato dell’Eni, Claudio Descalzi e l’ex ad Paolo Scaroni, sono stati assolti perché il fatto non sussiste dalle accuse sostenute dal solito Pm, de Pasquale, relative a ipotetiche tangenti pagate in Nigeria per assicurare appalti all’Eni. Non è la prima volta che Scaroni viene assolto. La guerra che ha subìto da parte di pezzi di magistratura è una guerra di lunga durata. Stavolta il Pm aveva chiesto otto anni di prigione. Otto. Circa una volta e mezzo della pena che si chiede, di solito, per uno stupro.

Certo, ormai è così: una eventuale bustarella è considerata come cosa ben più abominevole della violenza sessuale contro una donna. Ogni periodo storico ha la sua moralità. Poi, per fortuna, oltre ai Pm ci sono anche i giudici. I quali, talvolta, chiedono le prove, e quando ai Pm – ad alcuni Pm – chiedi le prove, spesso loro cadono dalle nuvole, e un po’ si indignano. È successo così anche all’accusa contro Descalzi e Scaroni. Il quale Scaroni ancora recentemente era stato assolto dall’imputazione di essere un tangentaro. Il fatto che sia stato assolto non vuol dire che non abbia pagato un prezzo abbastanza salato ai processi che gli hanno fatto.

Scaroni è stato un grande manager, è un personaggio che ha difeso e reso grande l’Eni, ha difeso l’economia del nostro paese, credo che proprio per questo sia stato sbattuto tante volte al banco degli imputati. Del resto non è una grande novità. Noi poi ci chiediamo perché l’Italia che all’inizio degli anni Novanta era la quarta potenza economica al mondo ora scivola verso il decimo posto ed è previsto che – salvo inversioni di tendenza – presto finirà al ventesimo. La guerra della magistratura all’iniziativa economica c’entra parecchio con questa deriva.

P.S. Chissà se i giornali che in questi anni hanno dato per certa la colpevolezza, di Descalzi e Scaroni, chiederanno scusa.

Giornalista professionista dal 1979, ha lavorato per quasi 30 anni all'Unità di cui è stato vicedirettore e poi condirettore. Direttore di Liberazione dal 2004 al 2009, poi di Calabria Ora dal 2010 al 2013, nel 2016 passa a Il Dubbio per poi approdare alla direzione de Il Riformista tornato in edicola il 29 ottobre 2019.