Sperimentare il vaccino anti-coronavirus sull’uomo è un atto criminale lesivo della Costituzione e riporta alla memoria pratiche naziste. E’, in sintesi, il pensiero di Sara Cunial, deputata attualmente nel Gruppo Misto dopo essere stata espulsa dal Movimento 5 Stelle.

La parlamentare “no vax“, protagonista nei giorni scorsi di uno spiacevole siparietto con le forze dell’ordine dopo essere stata fermata mentre “nell’esercizio delle mie funzioni sto andando al mare per lavoro”, si scaglia contro il vaccino italo-inglese e contro il virologo Roberto Burioni.

“La notizia che il vaccino anti-Covid prodotto in Italia sarà sperimentato sull’uomo in Inghilterra e quanto dichiarato dall’azienda di Pomezia che intenderebbe ‘rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole’ è inaudita – scrive Cunial -. Mi unisco quindi all’appello del Sindacato dei Militari, pensare a una sperimentazione clinica su cavie umane e in particolar modo sui primi servitori dello Stato, è un atto criminale lesivo della nostra Costituzione e dei Diritti fondamentali dell’Uomo”.

La deputata passa poi alle affermazioni del virologo: “In una recente intervista Roberto Burioni ha dichiarato che ‘se si prendono delle persone giovani, persone che non dovrebbero soffrire grande danno dall’infezione, si vaccinano e poi si prova a infettarle. Se questo venisse eticamente accettato noi potremmo ridurre quell’anno a pochi mesi’. Le parole di Burioni – ammonisce – risultano in contrasto con i principi enunciati nel Codice di Norimberga, il quale afferma che ‘Non si deve eseguire la sperimentazione se a priori si è a conoscenza che tale sperimentazione possa causare danni o morte’ oltre che essere del tutto inaccettabili e in violazione delle norme dell’ordinamento”.

Una pratica, quella proposta da Burioni, che la deputata Cunial non esita a paragonare addirittura a quella naziste e contraria “non solo ai principi sulla sperimentazione scientifica medica della Dichiarazione di Helsinki del 1964 e da quelli scaturiti dall’esperienza nazifascista che hanno portato alla scrittura del Codice di Norimberga, ma anche alla nostra Costituzione​ che agli articoli 2, 13, 32, 33 e 41 tutela la persona nella sua libertà di scelta e nel diritto alla salute come principio fondamentale dell’ordinamento rispetto a quella del principio di libertà di ricerca scientifica e della libertà d’impresa”.